1-In cosa differiscono i Bohemien di oggi da quelli degli esordi ?


Luciano:

Lo spirito e l'indirizzo artistico dei Bohémien è rimasto lo stesso del periodo 1985 - 1987, nonostante siano trascorsi molti anni e siano cambiati alcuni membri del gruppo.
Della formazione originaria oggi fanno parte del gruppo Alex, il cantante, ed io alla chitarra. Gli altri membri degli inizi, Alessandro e Fabrizio, con cui abitavamo insieme nella mitica casa di Via Collatina a Roma, da molti anni vivono rispettivamente in Svizzera e a Venezia (ma sono venuti a vederci al nostro show al Bats Over Milan Fest!). Infine Walter viaggia tra le stelle.
Quando nel 2002 abbiamo deciso di ridare vita al gruppo dopo 15 anni di inattività, Giovanni, che conosceva i vecchi Bohémien, si è mostrato subito entusiasta dell'idea di recuperare e sviluppare quel progetto artistico.
Insieme a lui abbiamo deciso di riproporre alcuni brani dell'epoca e di comporne dei nuovi, cercando di proporre un suono attuale e moderno.
Così decidemmo di completare la formazione del gruppo affiancando una tastiera alla mia chitarra, al posto delle due chitarre che caratterizzavano il nostro sound negli anni '80. Abbiamo dunque Giovanni al basso e Alessandra alle tastiere.
Rispetto agli esordi c'è dunque una differenza di non poco conto sul suono del gruppo, che è comunque frutto di una scelta che penso ci abbia ripagati.
Per il resto, il tipo di musica che proponiamo e anche l'impatto dei nostri concerti live, insomma in una parola le emozioni che intendiamo suscitare, sono le stesse di allora.

2-Siete uno dei pochi gruppi in Italia, come i Diaframma, gli Artica, ecc., che canta ancora principalmente in italiano, questo è dettato da una scelta stilistica o un semplice rifiuto della commercializzazione linguistica in ambito musicale ?

Luciano:

E' una scelta stilistica tanto voluta quanto naturale, per il semplice fatto che siamo italiani e quindi comunichiamo con la nostra lingua, per i contenuti, per le immagini che evocano, per il suono stesso delle parole.
All'estero abbiamo parecchi estimatori. Sono sicuro che dipenda anche dal fatto che cantiamo in italiano. D'altra parte in ambedue le edizioni del Drop Dead Festival di New York cui abbiamo partecipato, abbiamo ricevuto molti apprezzamenti per questo e, in generale, ho notato curiosità ed interesse sulla nostra lingua. Qualcuno preferiva parlarci in un italiano improvvisato piuttosto che in inglese .....
Alex:
ragionando bene sulla tua domanda mi viene in mente che gran parte della musica rock italiana che ha avuto una qualche eco all’estero alla fine era cantata nella lingua madre ... non so mi vengono in mente i gruppi progressive degli anni 70’ o gli stessi Litfiba, CCCP e Diaframma. Al di là della qualità musicale, credo che alla fine venga premiata una sorta di autenticità ... e quando è così i contenuti e quello che si vuole comunicare riescono a colpire lo stesso l’ascoltatore, anche se non si comprende nell’immediato il significato delle parole.

3-Quali gruppi vi hanno principalmente influenzato ?

Luciano:

Anzitutto non ci saremmo formati se non ci fosse stato il punk del '77. Chi ha vissuto quell'epoca di rottura, musicalmente parlando, ricorda bene come si impose un nuovo messaggio, di libertà, di sfrontatezza, di superamento degli schemi. Il punk fece capire che chiunque avesse idee poteva proporle in musica, senza necessariamente aver studiato in conservatorio o aver ricevuto lezioni private da maestri dei vari strumenti.
Nel 1985 eravamo tutti autodidatti alle prime armi e il gruppo si formò dentro l'appartamento in cui abitavamo.
Circa il genere di musica, volevamo e vogliamo interpretare a modo nostro quelle sensazioni di oscurità, di mutevoli stati d'animo, di ricchezza interiore pur di fronte alle angosce della vita che provenivano da gruppi come Bauhaus, Sex Gang Children, Death Cult, Furyo, etc.
Il fatto di abitare tutti insieme nello stesso piccolo, sudicio ma frequentatissimo appartamento, di amare profondamente la musica, di avere pochi soldi e molto entusiasmo, di vivere in altre parole un'esperienza bohémien, fece sì che sin dai primi brani che componemmo (Sangue e Arena, Libido, Colpi di Sonno) nascesse un nostro stile di proporre la musica "dark" caratterizzato dall'enfatizzazione dei contrasti, ritmi lenti all'improvviso veloci, suoni forti e poi lievi, esplosioni di energia che nascondono sconfitte....., che è lo stesso stile che ancora oggi ci spinge a liberare creatività nei brani nuovi.
Ricordo con piacere il fatto che nel 1985 decidemmo di essere un gruppo e di chiamarci "Bohémien" dopo che, quasi per gioco, avevamo già composto quei brani, prendendo consapevolezza in quel momento di tradurre in musica quel nostro modo di vivere scapigliato.

4-Qual’ è secondo voi la vostra opera migliore ?

Luciano e Alex:
Senza dubbio il prossimo cd che stiamo preparando e che uscirà entro la fine dell'anno! Ci stiamo adoperando molto per trovare uno studio di registrazione che si adatti alla perfezione al nostro suono, senza cioè troppe diavolerie digitali, ma che sappia rendere bene la teatralità, l’energia, il calore, le suggestioni delle nostre canzoni.

5-Daresti un giudizio al Bats Over Milan ?

Alex:

Decisamente positivo, davvero un evento riuscito alla perfezione con un ottima organizzazione e un cast di qualità e secondo me anche piuttosto coraggioso. La risposta del pubblico, molto numeroso, è stata sorprendente in quanto era la prima volta che in Italia si tentava una strada così coerentemente rivolta verso un certo pubblico ben determinato ... quello che ama il deathrock/batcave per intenderci ... senza quindi fare i fritti misti gotici, che cercano di accontentare tutti senza poi soddisfare realmente nessuno. E’ la dimostrazione che anche l’Italia può cominciare a produrre dei festival settoriali di livello internazionale, che finora avevamo visto soltanto in ... cartolina ... finora si era fatta molta teoria e poca pratica ... i ragazzi della MI-Decay hanno dimostrato che con un buon progetto tutto si può fare, persino rendere reali i sogni!

6-Nonostante che al bats over milan alex non avesse voce è riuscito comunque a infiammare il pubblico, da cosa scaturisce questa grande vitalità ?

Alex:

non lo so ... non credo neanche che sia l’esperienza visto che questa vitalità sul palco credo di averla mostrata fin dal primo concerto. Forse è il frutto di un’adolescenza passata in provincia, dove ogni giorno dovevo schivare, sfidare, affrontare gli scherni o le malelingue di chi ti vedeva andare in giro con la cresta cotonata e qualche linea di trucco. Credo che vivere un po’ in questo modo sempre un po’ ai limiti dell’esibizione, anche se non voluta, ti faccia crescere dentro un certo senso dello spettacolo e che soprattutto ti faccia vivere tutte queste cose e la tua stessa esistenza con molta autoironia. Sul palco comunque mi sento a casa e devo dire che questa cosa appartiene a tutto il gruppo, visto che le nostre performance hanno un respiro coreografico totale.

7-Quali sono i progetti nel vostro immediato futuro?

Luciano:

Direi che sono essenzialmente la realizzazione del nostro prossimo cd e suonare sempre di più dal vivo, andando soprattutto in quei luoghi, sia in Italia che all’estero dove non siamo mai stati.

8-Qual'è secondo voi la situazione della scena goth in questo momento sia italiana che internazionale?

Alex:

Oggi come oggi non saprei dirti cosa si intende per goth ... non so è diventato un termine così generico, un po’ come rock e pop ... sembra che adesso tutti facciano gothic (ih ih)!!!
Se parliamo della scena più specifica, quella più vicina alle declinazioni degli eighties, deathrock, batcave, gothic rock o darkwave ... insomma ci siamo capiti ... direi che la trovo in buona salute. Trovo molto interessante che il fenomeno attualmente abbia una forte spinta dal basso, grazie a mezzi come myspace, lastfm o youtube, dove i ragazzi che si avvicinano a questo stile possono scegliere liberamente quello che giudicano valido o no, senza imposizioni dall’alto ... da parte della stampa o label potenti. In questo clima di pari opportunità sono riuscite ad imporsi anche scene musicali giudicate un tempo marginali o periferiche, tipo quella italiana o quella francese o spagnola ed altre, che infatti stanno crescendo parecchio in questi ultimi anni e tra l’altro stanno mettendo in mostra ciascuna delle proprie peculiarità. In particolare credo che la scena italiana oggi possa vantare alcune formazioni di assoluto livello. Quel che forse manca ancora è che anche in questo settore si sconta quello che è uno dei maggiori difetti del sistema “commerciale” italiano, dove a fronte di eccellenze nei termini di qualità e creatività emerge un’endemica difficoltà distributiva di queste produzioni.

9- Come vi vedete tra qualche anno? L'amore per questo tipo di musica continuerà o vi dedicherete ad altri suoni?

Luciano e Alex:

Pur non avendo la sfera di cristallo e pur essendo cresciuti nel segno dell’epoca del “No Future”, penso che non sia difficile ipotizzare un nostro rimanere nell’ambito o nei dintorni di questi suoni ...

Collegamenti
Sito Ufficiale: http://www.bohemien.net/
MySpace: http://www.myspace.com/thebohemien