KZL333
"Melodie atomiche e convulsioni ritmiche"
Dopo i due demo autoprodotti "State Of Terminal Alienation" e "To The Wind To The Fire To The Void" e due partecipazioni alla compilation "The United Force Of Phoenix" della Nomadism records, il combo etneo capitanato da Enrico Anicito Guido, " terrorista sonoro, presunto musicista e paroliere, avvezzo al rumore e all'oltraggio " come lo stesso si definisce, arriva al sospirato full-lenght di debutto sempre per la Nomadism.
Un pugno in faccia senza se e senza ma a chi grida al miracolo per l'ennesimo gruppo new new wave inglese e prontamente ignora i tanti talenti della nostra scena "underground".
Un ultimo grido di denuncia e insieme di rifiuto nei confronti di un presente mercificato, ridottosi a vendere e comprare sentimenti confezionati e surgelati alla guisa di tranci di carne in un grande ipermercato.
Lo sdegno è palese e nell'era post - industriale si manifesta attraverso un collage sonoro dai tratti fortemente espressionistici dove la lezione del gotico britannico scuola Suspiria incontra le fascinazioni elettroniche e l'avanguardia dadaista degli ultimi Neubaten, dove l'urgenza comunicativa dei primi CCCP va a braccetto con l'incombere plumbeo di Killing Joke e Joy Division.
Un grido elegante e mai effettivamente "urlato", un grido, verrebbe da dire, quasi Berlinese, Come se un ipotetico ponte storico e tematico congiungesse le mosse di un Bowie berlinese a quelle di punk apocalittici della redenta Trinacria…
 
 
 
1) Ciao ragazzi, per iniziare volete raccontarci cosa si cela dietro la composizione e le scelte tematiche e stilistiche di "The Naked Void"?
Chi è o cos'è "il vuoto nudo?"
Nel front dell'artwork cosa rappresenta l'antenna trasmettitrice di onde? Giunge da lei l’annuncio dell’arrivo di questo vuoto?
Un vuoto che, se ho bene interpretato, è già presente e palese…


Enrico :
Il concetto di "vuoto nudo" è un simbolo ambivalente che si richiama a due realtà speculari e contrarie, si intende quindi sia il vuoto metafisico dell'ascesi buddista concetto che indica l'assenza di brama e quindi la liberazione da ogni attaccamento, vincolo e desiderio che sono appunto le caratteristiche proprie dello "svegliato", e dall'altra parte invece chiama in causa il nichilismo materialista del mondo moderno che si alimenta appunto sulla continua induzione del desiderio e di uno stato di brama che non conosce sazio, rapprasentandone l'esatto capovolgimento, una parodia infera e incosciente.
Quindi, essendo questi i due poli su cui si districano nella loro totalità le tematiche del disco, il titolo mi sembrava più che idoneo.
Riguardo all'aggettivo "nudo", è da intendersi come lo intendeva Burrouhgs nel suo scritto "il pasto nudo", dove sta per crudo senza fronzoli, "per ciò che è" ;
Questo descrive la prospettiva con cui a mio avviso occorre approcciarsi a questi aspetti del concetto di vuoto, quindi da un lato senza dispersioni sentimentaliste, misticheggianti e (passatemi il termine) "frikkettone" con cui oggi si liquidano facilmente i richiami ad una dimensione spirituale del vivere, e dall'altro senza farsi coinvolgere dal processo globale di decadenza e disgregazione in atto, cedendo a sfaldamenti patetico-romantici, sterili intelletualismi od a un "ribbellismo" fine a se stesso, attegiamenti tipici della cosidetta cultura "alternativa" della civiltà borghese.
La massima evoliana "Occorre far sì che ciò su cui nulla si può, nulla possa su di noi"
che non a caso ho inserito nell'artwork del disco, ben sintetizza questo approccio nei confronti di questi fenomeni.
Riguardo all'artwork c'è da dire che la creazione concettuale è mia, mentre quella tecnica e pratica è del grafico che ha lavorato su elementi che gli ho fornito,
comunque lo stile si inserisce in una tipologia di miei lavori grafici, che mi diletto ogni tanto a fare e che chi vuole può visionare al seguente indirizzo web "www.myspace. com/padreubu ".
Fatta questa doverosa premessa, il contenuto concettuale è in sintesi il seguente :
l'interferenza della tecnica sulle energie "sottili" della natura.
Quindi più non solo sugli aspetti pratici e pragmatici della vita,ma anche sugli elementi che riguardano le sfere più intime della natura e dell'essere umano come ad esempio la realtà psichica.
Le antenne trasmettitrici di radio e tv che vanno ad interagire con gli "pseudo-geroglifici" che attraversano lo spazio dell'artwork sono, quindi, un simbolo che ben rappresenta questo tipo di ingerenza, comunque qui il discorso potrebbe farsi molto vasto quindi mi fermo e rimando chiunque ne voglia sapere di più ad andare a dare un'occhiata per esempio al concetto di "tecnica" e della sua genesi nel pensiero di Ernst Junger per gli aspetti diciamo "filosofici" e agli studi sulle relazioni tra certi tipi di disturbi psicofisici e l'esposizione continuata a forti campi elettromagnetici per gli aspetti più fisiologici e scientifici.

2) Anche ad un ascolto superficiale dei vostri pezzi balzano subito all'orecchio dell'ascoltatore gli ingredienti principali del vostro sound: il Gothic anglosassone prima maniera, un certo modo di intendere il post punk tutto tirato e nervoso come Factory docet ed un approccio alla materia elettronica che risente dell'influenza degli avanguardisti tedeschi dei '70 tipo Can ecc.
Il tutto, a mio avviso, rielaborato in maniera originale e competente, dove le citazioni letterarie e l'urgenza comunicativa fa da collante ed amalgama queste diverse componenti.

Enrico :
Ti posso dire che tutti noi siamo cresciuti ascoltando pressapoco ciò che hai appena citato aggiungendoci una sana dose di industrial ed elettronica per alcuni, neofolk e certa musica cantautoriale per altri, poi magari c'è chi tra di noi attualmente ascolta tutt'altro, fatto sta che essendoci cresciuti, certi codici espressivi sono stati assimilati totalmente e sono diventati quasi istintuali, nè da parte mia nè da parte degli altri componenti del gruppo c'era o c'è un'intenzione aprioristica di fare un gruppo che suonasse gothic o new wave o punk o quello che vuoi, c'è solo l'urgenza di esprimere ed esplicare certi concetti e per far ciò si va ad attingere dal nostro patrimonio culturale gli elementi che si ritengono più idonei a dargli forza e coerenza, tutto il resto è conseguenza.

3) A proposito di citazioni letterarie, il testo di " No More Firmament" è liberamente ispirato a " There Is No More Firmament" di Antonin Artaud, una delle presenze più disturbanti del teatro del novecento, che nelle sue conferenze messicane, dichiarando lo status di anarchia sociale dell'arte affermava: " L'arte ha come dovere sociale di dar sbocco alle angosce della sua epoca.
L'artista che ha auscultato il cuore, l'artista che ignora di essere un capro espiatorio, che il suo dovere è di calamitare, di attirare, di far cadere sulle sue spalle le collere erranti dell'epoca per scaricarla dal suo malessere psicologico, quello non è un artista." Voi cosa ne pensate?
Condividete la definizione Artaudiana data all'Arte e a chi si dichiara Artista?


Enrico :
Trovo l'affermazione del caro Artaud interessante ma esatta fino ad un certo punto, nel senso che questa da lui descritta può essere, a mio avviso, una fase del processo artistico ma non il suo limite assoluto, la catarsi è un momento fondamentale dell'arte, ma ontologicamente connesso al concetto di artista c'è anche quello di creatore, ed in quanto tale ha il dovere di ricercare e dar vita a nuove forme e valori idonei ed utili ad un processo ascendente atto a superare lo stato di crisi, non ci si può quindi fermare alla sola rappresentazione essendo questa solo una parte del "rituale".
Il rischio altrimenti è quello di diventare un condensatore delle cosidette "collere erranti dell'epoca" che non risolte diventano il veleno stesso e la condanna dell'artista. La storia dell'arte moderna e contemporanea ci offre infatti una casistica assai generosa di questo tipo di fenomeni, senza voler essere tronfio si potrebbe riassumere il tutto dicendo che , il vero artista non si limita ad incarnare il suo tempo ma tende a superarlo , anche se allo stato attuale credo che, dato il tipo umano e il sistema predominante, sia molto difficile che figure del genere, anche quando esistessero, riuscirebbero poi ad avere il necessario seguito.

4) Enrico, sapevo di un tuo progetto solista elettronico a carattere altamente sperimentale.
Che fine ha fatto? (era per caso K K K ?) Che tipo di esperienza era? E I Wall Of Isolation come stanno? La loro esperienza e confluita del tutto nei KZL333 attuali o avete intenzione di riprendere WOI in un secondo momento?


Enrico :
Per quanto riguarda il mio progetto solista elettronico è tutt'ora attivo, mi sto muovendo all'interno del collettivo della net label Jonic Noise col nome di battaglia NCT333, dove dopo una lunga pausa mi sono riavvicinato alla composizione elettronica ed insieme ad altri vecchi amici, tra cui lo stesso Raffaele Trimarchi batterista dei KZL333, abbiamo deciso di provare a mettere su una net label. Anche se siamo ancora in fase di rodaggio, trovandoci tutti noi per la prima ad avere a che fare con questa dimensione , abbiamo già pubblicato una prima compilation scaricabile gratuitamente sul sito www.jonicnoise.com a cui entro l'autunno di quest'anno si dovrebbe aggiungere un secondo volume... mentre i K K K erano tutt'altra cosa.
Trattavasi di un progetto mio e dell'attuale bassista dei KZL333 Angelo Musumeci, che in questo caso si occupava di tastiere e sintetizzatori, mentre io programmavo delle basi a nostro modo tecno-gothic e urlavo dei testi osceni e deliranti in italiano. Considerati i contesti dove eravamo soliti esibirci era una cosa molto estrema nella sua ingenuità e completamente fuori di testa, era una cosa che incarnava perfettamente lo spirito punk ,anche se suonavamo con le basi elettroniche su un cd player ed una tastiera,e proprio l'autenticità del nostro approccio non ci avrebbe permesso di fare altrimenti. Tingersi i capelli, riempirsi di spille da balia e suonare con le chitarre distorte non avrebbe avuto senso dato che era la fine degli anni novanta e non la fine dei settanta e non avevamo nè un amplificatore per chitarra, nè un batterista, quindi i mezzi più immediati a nostra disposizione e con cui potevamo esprimerci erano semplicemente quelli, non c'era tanto da pensarci su o da scegliere.
Riguardo ai K K K ho tre certezze :
1. non esistono più e non esisteranno mai più
2. se esistessero sarebbero il mio gruppo preferito
3. se quando esistettero fossero esistiti a Los Angeles anzichè nella provincia di Catania, saremmo diventati famosissimi e qualche pazzo prima o poi mi avrebbe sparato durante un nostro concerto.
Wall Of Isolation invece era un progetto che oltre a me ed Angelo vedeva coinvolto
il caro Rino Sorbello, chitarrista e mio vecchio amico , con cui sono cresciuto e che era il motore della band, ma a differenza dei KZL333, dove la scrittura e la genesi delle canzoni è esclusivamente compito mio, nei WOI era tutto molto più corale, e di conseguenza molto più divertente ma anche molto più contorto quando si scontravano diversi punti di vista come spesso può capitare all'interno di una band. Quindi finchè nel gruppo regnava una convergenza di intenti ed un'atmosfera goliardica andava tutto molto bene, ma bastava un elemento di contrasto per bloccare il tutto, e considerato che tutti e tre abbiamo personalità molto forti , una volta perdutasi l'armonia iniziale, non esistendo una reale gerarchia , la cosa implose.
Negli anni poi ci sono stati diversi tentativi di rimettere in moto il progetto ma tutti infruttuosi, comunque resta l'intenzione almeno da parte mia ,appena si presentino le condizioni idonee, di riprendere e sviluppare quel progetto.
Angelo :
I K.K.K. erano la seconda esperienza musicale che mi legava a Enrico, (avevamo insieme militato già nel progetto MENSTRUAL..dove appunto conobbi l’allora chitarrista Enrico);
che dire…un percorso sicuramente molto ingenuo, ricco però di grande divertimento personale.
Era la mia prima esperienza ufficiale come tastierista e devo dire di aver imparato molte cose. A quei tempi divoravo le cassette dei LIMBO e di altre band “electrodark” e suonare in una band del genere era proprio fantastico. Nella nostra breve vita ricordo grandi concerti,soprattutto quello al vecchio KARMA di Livorno e comunque dovunque suonassimo lasciavamo tutti a bocca aperta..poi sono arrivati i KZL…
Il progetto Wall of Isolation mi ricordo nacque in un bar così... senza un motivo preciso, e andò in scena dopo pochissime prove…
Anche qui tanta ingenuità e voglia di sperimentare abbandonando certi canoni musicali che con Enrico già stavamo percorrendo, e poi Rino Sorbello a mia opinione è sempre stato un chitarrista eccezionale!Aveva e ha tutt’oggi un suono personalissimo inconfondibile e spero al più presto di poter tornare a collaborare con lui, magari rimettendo insieme la stessa band di un tempo.

5) Volete svelare a me ed ai nostri lettori il significato della sigla che vi contraddistingue?

Enrico :
KZL333 è un simbolo unico e come tale deve essere letto anche se al suo interno contiene due elementi diversi.
Il primo "KZL" è la sigla con cui nel Terzo Reich si indicavano i campi di concentrameno infatti sta per "Konzentrationslager", mentre il numero/simbolo "333" l'ho tratto dal Magick di Aleister Crowley, in cui viene associato a Choronzon, entità infera a cui sono attribuiti i processi caotici di disgregazione, dissoluzione e quant'altro abbia relazione con questo tipo di fenomeni. Quindi KZL333 si può leggere come "campo di concentramento sotto l'influenza caotica di processi disgregativi", metafora che a mio modo di vedere ben descrive la situazione attuale del mondo moderno dove, sotto l'impulso caotico di forze, quali per esempio la tecnica e l'economia, l'organizzazione delle vita umana assomiglia sempre più ad un campo di concetramento su scala mondiale, in cui il valore umano e ciò che per un uomo può avere valore è subordinato a delle leggi e a dei processi che considerano l'uomo solo in rapporto alla sua funzione di produttore/consumatore. Dato che quando si parla di economia si sta parlando di numeri, l'uomo diventa anch'esso un numero e come tale viene trattato nelle logiche di mercato.
L'essenza umana, sia a livello sociale che come unità psichica, viene disgregata e frantumata in funzione di questi stessi processi che coinvolgono tutta l'esistenza, infatti non si fermano e non si possono fermare ai soli aspetti prettamente economici ma coinvolgono le istanze sociali, i macropocessi politici, la vita intima degli individui. Persino il relax, il piacere e il tempo libero vengono visti e gestiti in un'ottica funzionalista al fine di ottimizzare il processo di produzione/consumo. Ovviamente questo tipo di sistema per autoalimentarsi necessita di creare ed instillare nella popolazione sempre nuovi bisogni, facendo leva sul basso istinto e sugli aspetti psichici più infimi dell'uomo. Ciò porta con se due inevitabili conseguenze: la prima è che il tipo umano funzionale al mantenimento di questo sistema e che di conseguenza si tende ad "allevare" è un uomo di basso profilo, frammentato, dissociato, preda e schiavo di ogni suo effimero desiderio, incapace di auto-determinazione e dominio di sè. La seconda e forse anche più terribile conseguenza è che questo sistema non potrebbe esistere senza contare sullo sfruttamento di situazioni di estremo disagio e di perenne tragedia e conflitto, grazie alle quali è possibile permettere alla parte che gode dei frutti di questo porcesso, mantenere la propria posizione. Per cui guardando la situazione globale da questa prospettiva si può cogliere un affresco agghiacciante che poco o nulla ha da invidiare ai lager nella loro connotazione storica.
All'orizzonte della storia si profila il più terribile e disdicevole tipo umano, ovvero l' "homo economicus" ed il "lager economico" è il suo campo d'azione, il simbolo "KZL333" è emblema di questa visione.
A chi poi piace analizzare la storia nelle sue dinamiche generali può cogliere un inquietante paradosso, che sa quasi di contrappasso dantesco, se si vanno a vedere quali sono quelle forze che hanno agito affinché si costituisse lo stato di cose presenti e che tutt'ora ne muovono le fila, e su questo non posso dire di più e chi ha da capire capisca.

6) Immaginate il tono di questa domanda come molto incazzato, acceso e polemico, non con voi ma con lo stato delle cose: Perché molti gruppi bravissimi come voi hanno difficoltà a relazionarsi con una scena nazionale che spesso pullula di schifezze passate per rivelazioni epocali ( non faccio nomi… )?
Nel piccolo pollaio della scena Italiana le galline dalle uova d'oro del sud ( Branches, Black Apple, Dperd, Other Voices, Anima Virus, Hidden Place solo per citare i più "famosi"… ) patiscono il triplo delle difficoltà che un gruppo, dello stesso genere, del nord-centro Italia normalmente affronta…
Sarà anche una questione di circuito e strutture ma a questa situazione lascia l'amaro in bocca non poco…


Enrico :
La questione è semplice quanto triste... Al sud gli spazi utili ad un certo tipo di espressione artistica non esistono o sono molto rari, ed il motivo principale di questa situazione è che le persone interessate a questo tipo di eventi sono numericamente poco interessanti per chi gestisce il mercato della cultura e dell'arte. Di conseguenza, nonostante la presenza di bands valide sul proprio territorio, il sud difficilmente diverrà un polo culturale del movimento. Per gli stessi motivi numerici, inoltre, i tour delle band estere di rilievo che arrivano in Italia, raramente scendono sotto Roma, di conseguenza alle band emergenti locali che si troverebbero ad aprire i loro concerti viene a mancare un'ottima vetrina ed un'opportunità di allargare il proprio giro.
Bisogna anche aggiungere che far suonare a Roma o Milano o Firenze un gruppo che viene dalla dal profondo sud implica dei costi maggiori perchè bisogna considerare quelle che sono le spese di viaggio e pernottamento, costi che i locali (e capisco anche che avranno i loro buoni motivi) non vogliono accollarsi. La naturale conseguenza è quella appunto di rimanere confinati entro la propria sterile dimensione geografica e l'unica via d'uscita possibile è quella di trovare un'agenzia di booking che riesca a pianificare un tour nel centro-nord con un numerdo di date tale da riuscire "spalmare" in modo ragionevole i costi.
Per quanto ci riguarda, tutti i miei sforzi dopo l'uscita del disco si sono rivolti in tal senso ma, nonostante le buone critiche ricevute dalla stampa e l'interesse generale che ho avuto modo di riscontrare in giro nei nostri confronti, al momento non ho trovato nessuno interessato a supportarci in questo progetto. La cosa è quantomai frustrante e causa di enorme sconforto, poichè priva la band della dimensione necessaria per chi fa musica, ovvero il live, oltre al fatto che allo stato attuale, data la crisi del mercato discografico, è l'unica fonte seria di introti per un musicista, quindi questa situazione mette a repentaglio la sopravvivenza stessa delle bands.

7) Un ulteriore degradazione della musica a strumento di consumo "usa e getta" si può riscontrare entrando in un qualsiasi club "oscuro" della penisola: spesso la gente "sopporta" la band che suona con insofferenza, restando fuori il locale pronta ad entrare alla fine del concerto fisicamente suonato per riversarsi sul dance floor per ballare per l'ennesima volta "Romeo's Distress" o qualche martellante schifezza "new-harsh-ebm"… vi assicuro che ogni volta che assisto a scene del genere mi sento davvero molto triste…

Enrico :
Non sei il primo che mi fa presente questo fenomeno, anche se noi qui in Sicilia ce ne possiamo rendere conto in maniera molto marginale dato che qui fatta qualche rarissima eccezione non esiste nemmeno un "qualsiasi club oscuro". Comunque i motivi di questo attegiamento sono da ricercarsi in un imbarbarimento del livello culturale della scena, essendo stata anch'essa assorbita e compenetrata dalla cultura borghese e, nonostante nessuno lo voglia ammettere, ne incarna le stesse dinamiche, al punto tale che a volte quando mi è capitato di ritrovarmi in situazioni simili mi si faceva presente la sensazione che l'unica differenza tra il posto in cui mi trovavo ed una "normale" discoteca, stava nella forma dei gadget e dei feticci vari, delle acconciature e nei colori predominanti del vestiario. Aggiungo inoltre che quello stesso tipo di musica che tu hai citato aiutava parecchio questa "suggestione".

8) Ho notato che "The Naked Void" ha ricevuto parole d'encomio anche da diverse testate nazionali non direttamente legate al genere proposto, vi aspettavate una tale risonanza? Il lavoro di promozione della Nomadism può dirsi svolto complessivamente bene…

Enrico :
Durante le ultime fasi di lavorazione del disco (essendomi io stesso occupato del mixaggio) ho avuto un po' la sensazione di aver esagerato nell'esasperare i caratteri ruvidi e spigolosi del lavoro, sopratutto considerando che era il nostro esordio discografico ufficiale, ma ho preferito alla fine mantenerli tali per una questione di coerenza. Inoltre la possibilità e la fortuna di aver avuto l'ausilio di un professionista come Daniele Grasso che ha seguito la lavorazione nelle sue fasi essenziali, mi ha dato il coraggio di osare qualcosa in più... rimaneva comunque il timore che il lavoro potesse essere frainteso, motivo per cui, quando sono uscite le prime recensioni ho tirato un gran sospiro di sollievo, notando con piacere che il carattere del disco era stato ben interpretato e che il messaggio fosse stato percepito nella sua forma chiara ed inequivocabile. Questo era l'aspetto che più mi interessava al di là del fatto che il disco piacesse o meno. Il fatto che poi abbia ricevuto buone critiche, non fa altro che offrirci ulteriori stimoli per riconfermare le buone parole spese nei nostri confronti.
In tutto questo sicuramente il contibuto della Nomadism Records è stato fondamentale, ha creduto in noi ed ha fatto una promozione di alto livello oltre ad un'ottima confezione del prodotto finito.

9) Due dei vostri pezzi che in assoluto amo ascoltare di più sono Esthetical Murder" e " Lost In Rome".
L'una con il suo incidere prima pacato e poi sempre più sostenuto esalta le liriche pervase da un forte romanticismo macabro, come se per recidere certi amori e certe passioni l'unico antidoto sicuro sia la morte. "Lost In Rome" è la puntuale e lucida cronaca dell'attuale condizione dell'uomo medio occidentale: "… in this apocalyptical carnival/ no new lagers - we just there are/ lost in the economical theocracy/ lost in Babel's tower/ lost in a cancer factory/ lost in the ruins of modernity…" ti va di raccontarci un po’ di queste due ottime composizioni?


Enrico :
Esthetical Murder è uno dei pezzi dove il contributo strutturale della band è stato radicale e incisivo , conferendogli quell'estrema fisicità, che la versione originale non aveva, essendo molto più ironica e depotenziata. Per questo è un pezzo a cui sono molto affezionato perchè è un po' il manifesto stilistico del corso intrapreso con gli altri membri del gruppo, quando decisi di abbandonare le vesti electro dei primi demo solisti.
A livello lirico la suggestione mi è venuta immaginando una reincarnazione di Gesù Cristo ai tempi di oggi ma non in veste di messia, ma come un uomo comune e che anzi deve fare i conti con le traumatiche esperienze della vita precedente. Il tutto quindi sfocia nella figura di un assassino psicopatico che agisce sotto ossessioni compulsive di tipo estetico, cercando di conformare l'esperienza erotica alle reminiscenze del proprio antico supplizio, il tutto mi sembrava un modo divertente di esplorare sia il rapporto tra eros e thanatos di cui il cristianesimo è pregno anche se in maniera mai esplicita, sia l'interazione tra le categorie morali di bene e male rispetto ad un comportamento "disturbato" . Nella canzone, infatti, il delitto non viene mosso da alcun tipo di odio, anzi viene consumato in base ad un'istanza estetica del tutto leggittima agli occhi dell'assassino, quindi è un atto d'amore. Questo aspetto poi si presta ad una interessante associazione tra questo "atto d'amore" e quell' "atto d'amore" nei confronti dell'umanità che sarebbe stato il cristianesimo, si pensi ad esempio alle conseguenze di quell' "atto d'amore" nei confronti dell'Impero Romano e della civiltà classica...
Lost In Rome è una delle composizioni più recenti presenti in "The Naked Void"
ed è forse il pezzo in cui meglio sono riuscito a sintetizzare il disagio e l'avversione
verso il mondo moderno da parte del tipo umano a cui mi sento appartenere e a cui si rivolge in generale la mia opera. In questo caso Roma incarna diversi significati.
In uno è metafora della civiltà occidentale ormai destinata ad una inevitabile decadenza sotto l'assedio delle forze che essa stessa ha per prima evocato.
Il secondo aspetto si ricollega all'idea della Roma Imperiale e Tradizionale dove la dimensione trascendente e spirituale era incarnata nella forma stessa dello stato e dell'organizzazione sociale, e permeava sacralizzandolo ogni aspetto della vita, ovvero l'esatto opposto di ciò che oggi avviene, dove il carattere sovversivo del mondo moderno si presenta come una parodia destinata a finire tragicamente, da qui appunto il "carnevale apocalittico" in cui però quelle antiche rovine che dopo millenni ancora si ergono, nonostante tutto, severe e maestose, tra rovine nuove, questa volta umane, deambulanti e vocianti, hanno ancora per chi è capace di apprenderlo, un'importante insegnamento da trasmetterci .
In ultimo luogo Roma è simbolo mio personalissimo di un oasi in cui quando posso vado a ricaricarmi per qualche giorno aiutato da qualche buona compagnia, essendo stato un luogo in cui, nonostante non abbia mai vissuto per lungo tempo, mi sono sempre sentito a casa, ed è stato proprio in una di queste gite, durante una passeggiata solitaria in un quartiere centrale, guardandomi intorno e vedendomi circondanto da insegne di negozi in alfabeti esotici e per me inconprensibili, volti, usanze e costumi che di Roma non erano nemmeno lontani parenti, ebbi la strana sensazione di non essere più dove credevo di essere, perso appunto... perso a Roma.

10) Progetti futuri per i KZL333?

Enrico :
La nostra intenzione principale era quella di suonare il più possibile in giro, fin'ora non ci è stato possibile, ci riproveremo di nuovo questa estate cercando di pianificare un tour per l'autunno. Intanto ho ricominciato a mettere giù qualche nuova idea nella prospettiva di dare un seguito alla produzione, ammesso che si presentino le condizioni necessarie per poterlo fare, nel frattempo ho un'idea che però al momento non posso rivelare perchè non tutte le persone coinvolte ne sono al corrente, quindi se la cosa si concretizzerà sarà mia personale premura farvelo sapere.
Angelo :
Sicuramente e assolutamente suonare dal vivo. Personalmente considero l’espressione del “live” come soluzione fondamentale di un musicista. E soprattutto nei palchi dei KZL riesco a ricevere una carica e un’adrenalina indescrivibile. Nel restante tempo a casa sto buttando giù un po’ di materiale per un eventuale nuovo lavoro…ovviamente ancora ad un livello embrionale…i classici giri di basso.

11) Un libro, un disco, un film che vi portereste nella classica isola deserta:

Enrico :
"La Dottrina del Risveglio" di Julius Evola, nulla di meglio di un'isola deserta per darsi alla meditazione trascendentale.
"A place to bury strangers" degli A place to bury strangers, che ritengo al momento il gruppo più interessante di "questi cazzo di anni zero", tanto per citare un altro giovane a mio avviso promettente (leggasi "Le luci della centrale elettrica")
la serie di documentari "Mondo Cane" affinchè non mi venga la tentazione di tornare indietro.
Giancarlo :
storie di ordinaria follia - Charles Bukowski (per godere)
discovery - Daft Punk (per non pensarci)
the fast and the furious (per non pensarci più)
Angelo :
“Lo straniero” ed in genere tutti i libri di Albert Camus..assolutamente fantastici.
Film direi “Mi ricordo Si io mi ricordo” un film/documentario di marcello mastroianni sulla sua vita.
Dischi ce ne sono centinaia …ma, visti gli ascolti in quest’ultima settimana, porterei con me “LOW” di DAVID BOWIE.
Raffaele :
libro: "la guida tv"
film : "clocker" di spike lee
disco : "zero tolerance for silence" di pat metheny

12) Ok, l'intervista finisce qui. Quest'ultimo spazio è vostro, se volute aggiungere qualcosa e salutare il vostro pubblico ed i lettoti di Buio.Net.

Enrico :
Voglio ringraziare e manifestare la nostra riconoscenza a tutte le persone che ci hanno finora supportato e manifestato il loro affetto, contribuendo in maniera disinteressata alla causa dei KZL333, a loro va tutta la nostra stima e rispetto, porgo la mia riconoscenza anche a voi di Buio.Net a cui va l'onore di essere stati i primi ed al momento qundi gli unici che in maniera altrettanto disinteressata ci hanno dato la possibilità di esprimerci in maniera così ampia e libera, e concludo invitando tutti coloro in cui si manifesta lo stesso sentimento di disagio esistenziale nei confronti dello stato di cose presente, e che i KZL333 provano in qualche modo e senza pretese ad esplicitare, di non mollare, non cedere a sfaldamenti di alcun tipo, cercando di tenersi "in piedi tra le rovine", poichè la vera grande guerra si combatte ogni giorno dentro di noi, e questa è la nostra unica, al momento, possibile "rivolta contro il mondo moderno".