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1) Come nasce il progetto Wardance.it?

Dampyr D: Wardance nasce come evoluzione delle esperienze passate, per quanto mi riguarda la fucina di idee di gothica.it e soprattutto From Dusk Till Dawn che è per così dire la fase "embrionale" di quello che è ora l'Associazione Culturale Wardance, un cocktail e l'alchimia giusta tra i founder e tutti coloro che desiderano partecipare a questa esperienza.
Egodrom: Wardance nasce e vive grazie alla passione e all'amore che ci lega alla musica e tutto ciù che ruota attorno alla culturale e all'esperienza musicale. E' l'incontro fra persone che sono sempre entusiaste e vogliose di vivere e di far vivere la musica ovunque.
Retinal Mist: Wardance nasce dall'amicizia e dalla stima reciproca di 4 persone. E ovviamente dalla loro passione comune per la musica.
Hanzel: Il progetto nasce dall'amicizia di quattro persone accomunate dalla medesima passione per la musica e per l'arte fuori dai circuiti istituzionali e commerciali. 
Dalla voglia di mettere a frutto le nostre esperienze passate nel campo dell'organizzazione di eventi musicali e catalizzare positivamente le energie e gli sforzi individuali in un ambizioso progetto collettivo.

2) Cosa v'incoraggia principalmente a fare quest'opera di divulgazione?

Dampyr D: sicuramente la passione verso la musica e la grande volontà  di non arrendersi allo status quo, io poi apprezzo molto le grandi sfide per cui...
Egodrom: L'inesauribile passione ed emozione.
Retinal Mist: La possibilità  di vivere attivamente la nostra comune passione, appunto.
Hanzel: La convinzione (chiamala se vuoi utopia) che dall'altra parte ci sia un pubblico recettivo, attento, non soggetto passivo ma a sua volta propositivo

3) L'evoluzione del web verso i social network ha cambiato radicalmente il modo di condividere informazioni, secondo voi è stata una “rivoluzione” positiva?

Dampyr D: Secondo me ci sono aspetti positivi ed altri negativi. Le informazioni ora sono a portata di mano o meglio di click per tutti ed è un bene, musica, informazioni, tenersi in contatto è tutto più semplice....al tempo stesso l'overdose di informazioni e la grande facilità  nel reperirle ha reso tutto più superficiale, un po usa e getta, per cui nonostante con gli anni mi sia "piegato" all'uso dei social network ritengo più solido e utile il vecchio web, ossia sito e forum, infondo non sempre moderno è sinonimo di meglio.
Egodrom: L'impatto dei social network è piuttosto devastante; da una parte da la possibilità  di avere più visibilità  e possibilità  di uscire dai normali canali dedicati, dall'altra diventa un flusso enorme di informazioni incontrollabili ed invadenti,  che spesso vanno a finire nel dimenticatoio della rete. Il Social Network è uno strumento fantastico che va saputo usare con molta intelligenza ;-)
Retinal Mist: Non necessariamente. Tempo fa i canali di distribuzione e diffusione erano più limitati, ciù faceva sì che le informazioni fossero più filtrate, anche in termini qualitativi. Adesso accedi alle informazioni in maniera immediata, ma il rovescio della medaglia è che ti trovi investito da una valanga di input abnorme, e trovare nuove proposte che stuzzichino in qualche modo l'interesse è, naturalmente, più complicato. E qualcuna, magari, la perdi in un primo momento...
Hanzel: Positiva perchè ha allargato la platea dei fruitori di musica e la possibilità  per gli artisti, anche più radicali, di farsi conoscere. Negativa perchè nel mare magnum di internet tutto si appiattisce, si normalizza e alla lunga scompare.

4) Come percepite la “scena” italiana?

Dampyr D: Bella domanda..... a livello di band sicuramente viva e prolifica, a questo però non viene contrapposto un corrispettivo interesse per tutta una serie di problematiche che concorrono ad una situazione decisamente difficile, in poche parole più che di visibilità  parlerei di assenza di cultura musicale.
Egodrom: In Italia c'è una scena musicale Underground molto interessante, viva e spesso anche di grande qualità , solo che purtroppo rimane quasi sempre circoscritta ad un pubblico di nicchia, ai piccoli club o agli spazi autogestiti. Mancano i mezzi e la volontà  per una divulgazione più ampia. La tendenza Italiana è quella di fare soldi facili con i fenomeni da hit parade o con i divi dei talent show. Ma il problema in realtà  nasce da molto più lontano...
Retinal Mist: A livello per così dire "alternativo" è valida, viva e pulsante. Soltanto che nel nostro Paese purtroppo vengono "premiati" altri canali di diffusione, che si occupano di proposte quasi esclusivamente (e inutilmente) mainstream e che spesso sono nate da freddi calcoli e studi a tavolino, leggasi talent show e artisti mediocri spinti da qualche "nome famoso". Ciò mortifica ovviamente il talento (vero) che con fatica arranca altrove nel tentativo, spesso purtroppo vano, di farsi notare.
Hanzel: La scena italiana, intesa come entità  coesa e collettiva, non esiste più: è frammentata in miriadi di micro-realtà  e non è detto che ciò sia necessariamente un male, alla lunga può portare nuova linfa e nuovi apporti creativi.

5) Quanto in questi ultimi anni è stato fatto e cambiato a vostro parere per la visibilità  della musica di cui vi occupate?

Dampyr D: in questi anni sono aumentate le serate, i party e i locali che propongono musica alternativa, tuttavia non è cresciuta di pari passo la capacità  di offrire un prodotto di qualità  e serietà .
Egodrom: Sicuramente il contributo del web ha aperto qualche porticina alla musica alternativa, ma parliamo comunque di progressi poco esaltanti rispetto agli sforzi enormi e ai sacrifici di chi lavora per la musica.
Retinal Mist: Non molto. Ma in compenso qui interviene l'attuale modo di comunicare, per tornare alla domanda 3: è uno degli aspetti positivi il fatto che appunto in qualche modo c'è più possibilità  di farsi notare lo stesso.
Hanzel: Qui mi ripeto. Internet ha dato la possibilità  a tutti di avere un palco e una platea "virtuali". In pochi però son riusciti a cavalcare l'onda, sopravvivendo alla mutevolezza delle mode del momento . E quei pochi, nella società  dell'immagine e dello spettacolo, non sempre è detto siano i migliori.

6) Quali sono i gruppi che per voi hanno poca visibilità  nel nostro paese?

Dampyr D: La visibilità  è relativa ormai, ci sono band che sui social network sono popolarissime, ma dal vivo praticamente semi sconosciute. Altre invece sono popolari all'estero e godono di una grande fama, mentre in terra natia stentano a causa della totale assenza di cultura musicale live.
Egodrom: Mah senza fare nomi, credo che siano davvero tante le band talentuose in Italia che meriterebbero molto di più.
Retinal Mist: Nomi ce ne sono tanti, senza farne c'è da dire che molti di loro meriterebbero decisamente di più.
Hanzel: Non faccio nomi per non fare torto a nessuno e perchè l'elenco sarebbe troppo lungo.
In generale in Italia ci sono ottime bands e grandi individualità , l'unico appunto è che spesso peccano di originalità  e voglia di "osare" e non riescono ad affrancarsi dai modelli omologhi stranieri.
Le realtà  migliori fanno fatica ad emergere sopratutto per la scarsa attenzione dei media e, duole dirlo, per la poca curiosità  e passione del pubblico italiano, che si muove solo in occasione dei cosidetti "grandi eventi", ed è fisiologico ( e positivo) che ottengano maggiori riscontri e visibilità  all'estero piuttosto che nel nostro paese.

7) I vostri futuri progetti?

Dampyr D: progetti futuri, consolidare quanto già  è stato fatto nel corso di questo primo anno e mezzo, aprire nuove e robuste collaborazioni e continuare a crescere passo passo dando quella differenza di impostazione e stile che ci ha contraddistinto, continuare a proporre musica originale e di avanguardia, la sfida è aperta ;)
Egodrom: TOP SECRET :)
Retinal Mist: Non si possono dire.
Hanzel: Non perdere mai l'entusiasmo e la voglia di superare i propri limiti, con tutto ciù che questo comporta.

8) Ultime Parole libere”¦

Dampyr D: Grazie per averci intervistato, spero un domani di poter guardare indietro e vedere gli sforzi fatti premiati, un grazie sentito a tutti i nostri preziosi collaboratori che ci supportano/sopportano e ci permettono di crescere, senza dimenticare i wardancers che credono in noi.
Egodrom: Noi ci proviamo ;-) e grazie per l'intervista
Retinal Mist: "Ultime parole libere". E grazie per l'intervista.
Hanzel: cowboys suck, long live the indians ;)

Sito Ufficiale:

Wardance.it