La Bay Area ossia la baia di San Francisco è stato il luogo dove qualche anno fa è avvenuta una piccola rivoluzione invisibile per la musica wave oscura, la cui summa è il capolavoro assoluto della doppia antologia “Nostalgia del Buio” che presentò decine di illustri sconosciuti a cavallo tra synth, gothic, dark wave, garage, disco music, punk, industrial, folk e quant’altro.


Alcuni delle punte di diamante si son già sciolte, come Vanishing o Lost Sounds o Phantom Limbs, ma ad esempio da una costola di quest’ultimi insistono con particolare vitalità i Black ice, meno ruvidi ed estremi che nei P.L. ma anche più addentro al suono preferito da queste pagine.
Le loro uscite non son mancate, tra cui ricordo il corto “Eve” EP, il lungo “Terrible  Birds” ed ora questo “Myopia” nuovo gioiello di ispirazione sperimentale, in parte melodico ma mai banale, denso e appiccicoso di tetro fascino.
Il suono della Bay Area non è la classica riproposta dei soliti cliché quanto una interpretazione quasi “indie rock”  della musica dark, senza ritornelli, con molti synth e batteria profonda, ma privi degli stili vocali o chitarristici a cui troppi si sono adagiati.
Originalità e richiami tradizionali si fondono con abilità: l’approccio spesso è intenzionalmente non facilissimo per via di come sono proprio concepiti brani, che lasciano poco o nulla alla “ballabilità” o alla memorizzazione, concentrandosi più sul suono stesso.
Qui in questo disco intervengono accompagnamento di un acuto violino a volte irriconoscibile, dissonanze così come bei accordi rampanti o linee di basso, rumori di fondo elettronici quasi ambientali, varia sperimentazione coi synth e riverberi, cadenze funeree senza esser mai noiose; però non c’è nessun ritmo frenetico o ballata strappalacrime, nessuna distorsione, nessun richiamo ai gruppi storici, nessun pipistrello o calze a rete strappate o statua tombale. Insomma è più facile dire cosa non è piuttosto che il contrario…
Anche l’arte del libretto riflette queste scelte bizzarre, coi suoi toni appropriati color seppia, scritte a mano o ritagli, l’inchiostro, anche se i testi sono solo “citati” in poche significative frasi.
Se amate le soluzioni coraggiose, se avete amato altri dischi della Bay Area, se non vi accontentate dei soliti gruppetti, se cercate un ascolto intenso piuttosto che quattro salti in pista, allora questo disco sarà per voi prezioso.



Tracklist:

  1. In the Dark,
  2. Elements of Chance,
  3. Blind-Spots,
  4. Imitation / Imagination,
  5. My Fever,
  6. Hypnagogia,
  7. In the Dark (reprise)

anno: 2007
voto: 7,5 
sito del gruppo: www.mungaso.com/blackice
sito dell’etichetta: http://www.hungryeyerecords.com/