"ALLES WIEDER OFFEN"

Questo è il titolo scelto dagli Einsturzende Neubauten per dare un'identità al loro decimo lavoro di studio, lontano  27 anni dai loro esordi berlinesi: 27 anni che sono una eternità se pensiamo a quanto tutto è cambiato, ai tanti  muri che sono crollati (non solo quello di Berlino)  e ai molti altri che ancora delimitano le nostre vite.

Blixa Bargeld, ormai cinquantenne, assieme ai suoi amici di una vita ancora sono lì, a cavalcioni di quel muro ideale su cui ognuno di noi vive, a raccontarci nuove malinconie, a giocare con le forme musicali, a presentarci una materia sonora che dal nichilismo distruttore di un tempo ora si trova a dipingere i dolci contorni di inaspettati notturni. I Neubauten in tutti questi anni sono riusciti a viversi fino in fondo, a non cadere in facili manierismi e ad essere stati in ogni loro realizzazione attenti all' unicità e irripetibilità che ogni vero processo creativo insegue.
Ascoltare un disco degli Einsturzende Neubauten merita questa presa di coscienza, merita l'attenzione che deve essere rivolta a chi continua a cercare quel rapporto unico e indefinibile con la forma musicale, con l' arte, fregandosene di tutto l'apparato circostante che sa sempre e solo di fottuti soldi e case discografiche...
Qualcosa da far crollare (Neubauten docet!) resta sempre!!! Ci possiamo giurare!!!
Il nuovo album, uscito il 19 Ottobre, è firmato dalla line-up che vede ancora presenti Jochen Arbeit e Rudoolf Moser (subentrati nella compisizione di Silence is sexy del 2000) oltre a Blixa e i suoi storici collaboratori Alexander Hacke e N.U Unru.

Le 10 canzoni che compongono la nuova opera, nonostante il tempo trascorso e quello (dell' età) che avanza, riescono ancora a stupire e dire qualcosa di non scontato e già sentito: ogni traccia descrive un mondo ideale che risuona di vecchi ricordi dei berlinesi ma che allo stesso tempo riesce ad impossessarsi di una nuova forma, di un nuovo abito che continua a lasciarci così disperatamente innamorati della loro musica. La bellezza di ascoltarli, profondi e affascinanti, sta proprio nel vedere come i vecchi distruttori di un tempo, con gli stessi strumenti , riescano ora a creare delle canzoni nel vero senso della parola...
Le canzoni quelle che riescono a durare anche solo 4 minuti ...
E il risultato è per questo totalmente inaspettato e nuovo... Veramente unico.
Il nuovo lavoro è stato anticipato da una traccia gratuitamente downloadabile dal titolo WEILWEILWEIL, evoluzione di una improvvisazione registrata in un concerto a berlino del 2004 (la trovate sul dvd Palast der Republick), che forse è l' unico capitolo un pochino banale di un disco veramente bello.
La prima traccia, DIE WELLEN, è un crescendo emozionante e oscuro portato avanti da un pianoforte dissonante e una ritmica che pulsa come carne viva. NAGORNY KARABACH, città o paese dell' Azerbaijan, e' una delle gemme dell' opera, notturno emozionante in cui la voce di Blixa fa viaggiare assieme ai suoni delle lamiere di Unruh che descrivono impossibili armonie che ruotano sullo stupendo basso di Hacke.

ICH HATTE EIN WORT è un pezzo saltellante fatto di una soffice ritmica che fa venire voglia di ubriacarsi e andare a ballare sulle nuvole assieme al proprio cane.
L' altra grande canzone è VON WEGEN , da un basso nero petrolio che richiama l' atmosfera di un pezzo contenuto su Ende Neu ( Die explosion im Fexpielhaus) e che ridisegna gli scenari più inquietanti della loro produzuione, con i rifiuti della società industriale che ritornano a farsi percuotere e sui quali si fa bello quello stupendo modo di vocalizzare di Blixa che ha fatto la sua comparsa la prima volta in Redukt (Silence is sexy).

LET'S DO IT A DADA è un evidente richiamo all' influenza dadaista, come anche al futurismo che i Neubauten rappresentarono nello stupendo video di Blume in cui tutti si cimentavano a suonare l' intonarumori di Luigi Russolo: la loro musica quì è una lunga cavalcata metallurgica infarcita di bizzarrie vocali espressioniste in cui vengono nominati lo stesso Russolo assieme a Lenin e Marinetti. Gli ultimi componimenti mantengono alto il livello dell' ascolto e tra essi spicca SUSEJ , dalla linea degli archi (campionati dal fedele Ash Wednesday) che si intreccia in modo seducente con le linee del basso, strumento che da sempre costituisce il vero elemento armonico nella produzione dei berlinesi, molto più della chitarra limitata agli effetti dell' e-bow. Alles wieder offen si chiude con una chitarra acustica (suonata da Hacke, credo) su cui la voce di Bargeld torna a farsi profonda come sulla prima traccia e  attende soltanto il ritorno della ferraglia industriale che conclude questa ennesima raccolta di piccoli capolavori, belli nella loro assoluta inimitabilità con cui riescono a stringere quel legame misterioso con la dimensione dell' artistico. E quando si parla di arte bisogna rifiutarsi di dare voti e classifiche : tutto ciò è per i prodotti musicali sfacciati, studiati dai loro mercanti per annusare la ricchezza. Chi fa arte (anche se non sempre ci riesce) guarda ad altro...
Lui stesso si incuriosisce di ciò che fa...

Avverte che è legato a qualcosa che non può in alcun modo ridurre alle proprie ostinazioni e volontà di definizione!
Credo che gli Einsturzende Neubauten ancora seguino questo cammino...

E allora buon viaggio amici di mille ascolti!

 

Etichetta/Label: Potomak (Indigo)
NOTE: Contiene Stickers
Voto: 8,5
 
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TRACKLIST

1.    Die Wellen    
2.    Nagorny Karabach    
3.    Weil Weil Weil    
4.    Ichhatteeinwort    
5.    Von Wegen    
6.    Let's Do it a Dada    
7.    Alles Wieder Offen    
8.    Unvollständigkeit    
9.    Susej    
10.   
Ich Warte   

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