Tra tutti gli ottimi demo/cd autoprodotti/esordi arrivati fino adesso, questo è uno dei migliori, dando un fortissimo senso di fiducia verso la scena italiana.

Infatti, questo esordiente (?) stupisce con un cd autoprodotto di ben 18 pezzi (pur superando raramente i 3 minuti ciasuno), che sembrano spuntati direttamente da due decenni fa se non fosse per un deciso gusto modernista soprattutto in certi inserti chitarristici ("frozen beans", "Electric", "Crabs" giusto per citarne). New wave elettronica & post punk completamente autoprodotta con stupefacente perizia e consapevolezza, come non se ne vedeva dai tempi di demo miliari dei Frozen Autumn, i quali stupirono tutti all'epoca per i notevoli risultati ottenuti da una produzione minima e mezzi molto limitati - un altro perfetto esempio che le idee non si fermano.
Echi di tanti classici sono masticati e digeriti, troppi da elencare: Una sorta di scontro/fusione tra Alexander Robotnic e i The Sound, Dark Day e Ultravox, Sister of Mercy e Gary Numan. La batteria elettronica non cerca mai di nascondersi, l'approccio molto "cold" della voce accompagna ritmi quà e là serrati (Serene defeation, what a lovely joke), a volte posati ma non esattamente tranquilli, contaminati come sono gelidi giri di synth, rumori indefiniti ("my body is ready"), rabbia rampante della chitarra, qualche dissonanza ben piazzata (david Lynch, I don't belive you, Crabs) rendendo il tutto molto meno scontato di una semplice quanto banale ripetizione dei cliché.
Un paio di punti andrebbero a questo chiariti per poter sia rendere giustizia a quello che sembra solo una sequenza di elogi sperticati.

Anche se ci si trova di fronte ad una "one mand band", senza fuor di dubbio, uno pseudonimo diciamo più esotico darebbe un pizzico più di fiducia verso un assolutamente non disprezzabile nome di battesimo, ma che in Italia vede in genere associato una carriera da cantautore piuttosto che di new waver. Un'altra cosa che invece è nettamente decisiva è la modalità di proposta del proprio lavoro: sebbene i brani siano corti, o meglio lunghi proprio il tempo esatto senza dover sfibrare le soluzioni trovate, il totale di 18 pezzi sarebbe uno spreco non assaporabile fino in fondo se proposto tutto assieme in una uscita ufficiale. Singoli ed EP sono alternative necessarie per esaltare al massimo similitudini e differenze tra i pezzi. Perché nonostante siano tutti decisamente diversificati, con uno sforzo compositivo davvero encomiabile (ci sono inserti di pianoforte, trobone, wah wah, organo simil Hammond, fischiettii, pure un tocco finale di umorismo), lo stile vocale non ha praticamente nessuna variazione - a parte un accenno di vocoder (this is my grave, shiny crabs) o alcuni toni talvolta più calcati come in certi passaggi di The Fortress - e alla lunga appiattisce un lavoro decisamente di altissimo livello. Un pizzico di gigioneggio in più esalterebbe le qualità intrinseche di tanta fatica.

Saranno solo banalità, ma la professionalità a volte si nota anche dai dettagli.

Quale futuro si prospetta all'orizzonte? Speriamo di poterlo sapere leggendo le top ten  delle blasonate riviste estere.


Voto: 8

Etichetta: Supersuoni (http://nuke.supersuono.it/ ) dall'ottobre 2007 

 
 

 
Tracklist:

1. Black box
2. Incredible cattle
3. Frozen beans
4. This is my grave
5. The fortress
6. Serene defecation
7. My body is ready
8. Shiny crab
9. Despite
10. What a lovely joke
11. Bakery
12. I don't believe you
13. 15
14. Crabs
15. I whistle
16. Electric
17. David Lynch
18. I walked with the hermaphrodite