Fedemone

Gli All My Faith Lost, da acerbo ma promettente duo di qualche anno fa (mi ricordo un timido ma efficace concerto in quel di Reggio Emilia, alla rocca del vescovo) è oramai diventato una interessante realtà, acquisendo quella esperienza necessaria per solidificare quanto di buono hanno sempre avuto, tanto da proiettarsi tra le realtà internazionali: il sodalizio con la la prestigiosa etichetta svedese Cold Meat Industry, in parallelo alla americana Projekt sempre dedita a questo di sonorità, si stringe con questo album, e la presenza al Gothik Wave Treffen di Lipsia di quest’anno conferma l’abilità del nostrano duo.
Come già fin dalle prime pubblicazioni, anche adesso il lavoro in questione ha la sua ossatura nel flauto e la voce di Viola Roccagli assieme alla chitarra acustica di Federico Salvador, impreziosito a volte da un accompagnamento classico di archi o pianoforte (“notti bianche”, “presagio triste”), nonché da sfondi al sintetizzatore quando i brani si rifanno al loro stile asciutto di un tempo (“house of incest”, “ocean sea”, “the waves”), fondendosi bene l’uno con l’altro, nel più caro stile etereo.
Descrivere e basta le canzoni che si schiudono dal cd sarebbe riduttivo, e romperebbe la poesia (a proposito, a quando il cantato solo italiano?) che i fragili suoni creano, anche se i brevissimi accenni di prima possono far intuire cosa significhi farsi accompagnare dai nostri lungo il tragitto del disco. La voce soave di lei, non dolce non amara, è scandita dai pizzichi di corda, conferendo un tono sommesso ma colorato a pastello alle composizioni scarne, come edera ad un muro spoglio, sottolineando il gusto ambiguo della melanconia, alternando complessità e semplicità. Anche se l’espressione del sentimento è un po’ limitata dal manierismo (forse uno studio di alcuni classici potrebbe aiutare) non mancano genuini picchi sparsi ovunque nel disco, non limitati a questa o quella traccia.
Come già detto prima questo album conferma la realtà degli AMFL, il che significa la garanzia di un certo suono, bello e consapevole di sé che li contraddistingue tra i molti, quanto una stasi in territori senza grosse sorprese e variazioni sul tema. Chi ama farsi cullare nel proprio angolo da suoni soffusi trova pane per i suoi denti, ma non cercate orchestrazioni o particolari revival folcloristici o filologici: qui abbiamo più una emanazione musicale propria, accorata, spontanea per voce e chitarra  austica, che ha ancora da dire qualcosa.

Xymox

The Hours è il titolo del nuovo lavoro firmato dagli All My faith Lost,
band italiana svelatasi già ai nostri occhi grazie al primo album "As You're Vanishing In Silence".
Ma questi non sono gli unici due dischi che la band ha realizzato: infatti agli esordi furono prodotti due demo CD il primo intitolato "Hollow Hills" mentre il secondo intitolato "In a Sea, In a Lake, In a River,... ... Or in a Teardrop".
Il progetto iniziò a formarsi nel 1999 quando Federico Salvador decise di incominciare a suonare, raggiunto qualche mese dopo da Viola Roccagli ed una sua amica entrambi cantanti e flautiste rimaste colpite dalle sonorità e dal genere.
Tutti i componimenti, fino a quest'ultimo album, ripercorrono la strada tracciata da una prima canzone scritta basandosi su un'opera di J. Keats "La Belle Dame Sans Merci", dove veniva descritta la figura di un'entità misteriosa chiamata "figlia di fata": da qui l'idea di trattare degli argomenti riconducibili al mondo delle fate, di creature fantastiche del cielo della terra e dell'acqua. Invece in The Hours i due musicisti hanno abbandonato le tematiche fantastiche dei primi album volendosi addentrare in un nuovo universo prendendo come spunto le vite di vari autori e scrittori come: Anais Nin, Dostojevskij, Pasolini, Virginia Woolf e di conseguenza anche le loro opere.
Le influenze, parlando in termini di stile e sonorità musicali, che hanno caratterizzato il sound del gruppo fin dai primordi si possono ritrovare in band come: Black Tape For A Blue Girl, Love Spirals Downwards, Ataraxia e Gothica.
Mettendo a confronto i due recenti album, As You're Vanishing In Silence e The Hours, si nota che nel primo le canzoni hanno sempre atmosfere malinconiche, struggenti, profonde ma qua e là ci sono anche degli sprazzi di luce, mentre nel secondo le melodie sono molto più cupe, molto più profonde, sotterranee oserei dire, cercano di raggiungere con molta più insistenza del primo l'angolo più nascosto del nostro cuore, delle nostre memorie. Inoltre le tracce sono caratterizzate da melodie acustiche lente ed armoniche, arpeggi di chitarra, accompagnamenti con il pianoforte, flauto, violino e utilizzo del sample.   
Come il precedente lavoro, il disco è composto da 11 tracce, collegate tra loro da un filo conduttore o, se vogliamo utilizzare una metafora prettamente mitologica e precisa, da un "filo di Arianna": proprio come il famoso filo condusse in salvo il prode eroe greco fuori dal labirinto del Minotauro facendogli da guida, così il filo che unisce le varie canzoni ci conduce attraverso le bellissime atmosfere eteree, sognanti, struggenti, malinconiche da esse prodotte che imprigionano l'animo ed il cuore di chi le ascolta come le pareti di un enorme labirinto, dal quale però non vorremmo mai uscire.
Oltre a farci intraprendere una sorta di viaggio esplorativo nei profondi meandri labirintici del nostro animo, le atmosfere prodotte dalle melodie delle canzoni ci inducono a ritornare con la mente indietro nel tempo, a ricordi legati al passato, a storie già vissute, a parole già pronunciate e ormai perdute, quindi un ritorno alle origini non negativo ma positivo che ci consente di riaprire cassetti della memoria che non toccavamo più da molto, "ritorno" impersonificato da pezzi come: "The Waves"/"Ocean Sea", cupe, ipnotiche, introspettive e "Presagio Triste"/"Absence", malinconiche, melodiose, leggiadre.
L'anima, il cuore pulsante che fornisce linfa vitale agli All My Faith Lost sono i due componenti: Viola Roccagli (voce, flauto, piano sinth, testi) e Federico Salvador (voce, chitarra acustica e classica, sinth, testi e grafiche) i quali grazie alla loro professionalità e bravura rendono ogni pezzo un piccolo capolavoro da conservare nella teca delle rarità presente dentro ognuno di noi.
La voce di Viola dolce, angelica, melodiosa viene completata da quella di Federico bassa,  cupa, profonda creando così un connubio perfetto, un'alternanza di luci ed ombre.


Voto: 7,5

 

Tracklist:

01 . angelike
02 . notti bianche
03 . the waves
04 . ocean sea
05 . presagio triste
06 . house of incest
07 . absence
08 . ivory
09 . an early fright
10 . luminal
11 . amado mio

Genere: ethreal/dark folk/heavenly voice

Anno: 2007

Paragoni: Forseti, orplid, gothica, lily’s puff

Collegamenti:

http://www.myspace.com/allmyfaithlost

http://www.allmyfaithlost.com/

Sito dell’etichetta:

http://www.coldmeat.se/