Questo disco (che dovrebbe aver bisogno di poche presentazioni) sta dividendo gli ascoltatori, molti dei quali riluttanti a concedere una capacità invece evidente di questo disco, ossia la capacità di far parlare di sé.
Leggendo intensivamente in lungo e largo nella rete si trova chi l'ha trovato noioso nella lunghezza dei brani e auto indulgente, anche in contraddizione con l'auto analisi protratta, privo di idee originali o di una direzione realmente sperimentale, nonché privo di certe abilità vocali che invece hanno caratterizzato i lavori passati; c'è invece chi l'ha trovato ricco e pieno di brani potenti, con molti riferimenti a gruppi storici di ogni epoca e provenienza dai Doors (nel pezzo "BB") ai Killing Joke, dai Television alla death disco fino al periodo post grunge, a cui si aggiunge una capacità di orchestrazione di molti elementi dell'organico (vedasi la lista dei collaboratori per farsene un'idea) e degli stili che si fondono assieme. Ecco,  io appartengo ai secondi e non lo nascondo.
Forse non sarà un capolavoro assoluto, ma è un album dannatamente bello per un 57enne fuori di testa come Orridge, e la maestria e l'esperienza che ha, la si sente tutta.
Ma torniamo un attimo al gruppo, giusto per far capire entusiasmi e delusioni:
uscendo dall'esperienza Throbbing Gristle nei primissimi '80, si porta dietro fin da allora un retaggio (anzi, IL retaggio) di musica sperimentale aggressiva attivissima, passando per il pop (ricordiamoci del famoso singolo Godstar), alla acid house (sotto lo pseudonimo di Jack the Tab nell'album Toward the Infinite beat a cavallo tra '80 e ‘90), la psichedelia di Trip Reset (che qui ritorna anche in forma differente) del '95, adesso è pronta per un altro passo in avanti, decisamente rock'n'roll, dopo ben 12 anni di silenzio in studio:
sono gli Psychic  TV, leggenda assoluta e pietra angolare indiscussa della musica moderna come piacere del rumore, qui alla loro terza incarnazione.
Anche se l'avanguardia è ironicamente sbandierata sia nel brano "Maximum Swing" che nei comunicati stampa, annuncianti un nuovo epocale "dark side of the moon", in realtà è assente in senso stretto (difficile pensare a cosa possa essere avanguardia al giorno d'oggi dove anche i generi più estremi hanno trovato nicchie di estimatori, collezionisti, etichette e via dicendo).
Anzi, il disco sale parecchio in alto grazie ad una ipotetica scala musicale coi gradini fatti di generi ed esperienze ben consolidate: psichedelia, rumorismo, nenie infantili ("I Don't Think So"), musica d'ambiente, e tanto rock, dal post punk agli '60 fino agli '90, in una carrellata che scorre a velocità impazzita tutte le epoche mettendo molte idee in ballo, forse persino troppe anche per i suoi ben 74 minuti, che in teoria avrebbero spazio per esplorare senza fretta, eppure...

Probabilmente questo mischione ha spiazzato molti, che si aspettavano tutt'altro, e soprattutto qualcosa di più organico, anche se dal mio punto di vista le varie componenti sono ben fuse tra di loro.
Fatto sta che l'album in sé è veramente ben fatto - in ogni senso: dalla produzione delle singole canzone, piene di strati e suoni e incisioni e contributi, fino alle melodie stesse e ai ritmi; ha una carica non comune e pezzi travolgenti, a partire dalla apripista "Higher & Higher" fino a "Hookah Chalice", che a metà si rallenta in un brano sperimentale per tornare ad infuocarsi alla fine, anche se lungo il tragitto delle tracce mancano episodi più deboli ma sempre interessanti. I dieci minuti pieni di "Just Because" sono parecchio ridondanti nel loro riff 60esco che va all'infinito, ben sostenuto però dalla batteria.
Tutto sommato quindi la seconda metà del disco tende a flettersi, ma il risultato finale è a mio avviso impressionante, per tutti i motivi detti all'inizio.
Un flirt del punk con le correnti garage acide, mantra e vocalizzi marci si alternano, così come nell'ultima "Milk Baba" si intrecciano sitar e synth di sfondo alle meditazioni vocali. I testi invece riguardano l'ultima fissazione del nostro che assieme a sua moglie Paula (R.I.P.), entrambi sottoposti a interventi chirurgici, cercano il segreto della Panandroginia, ultimo stadio dell'evoluzione. Ossia la fusione dei due essere nati dallo stadio precedente, l'uomo-donna e la donna-uomo (incarnati appunto nei due coniugi stessi, uniti in una sorta di "total gender"), passando per le epifanie della reincarnazione. Pur non essendo un concept album, il disco vuole trattare in maniera continuativa le epifanie delle sequenze di nascita e resurrezione, con una filosofia di fondo ben dettagliata dal sito di Orridge stesso, richiamando body art alla Orlan e le nuove frontiere del pensiero come arma rivoluzionaria.
 
 
 

Voto: 8

 

Tracklist:

1/ Higher & Higher (6.19)
2/ In Thee Body (6.55)
3/ Lies, And Then (5.15)
4/ Maximum Swing (5.55)
5/ New York Story (6.32)
6/ I Don't Think So (9.22)
7/ Hookah Chalice (9.33)
8/ Just Because (10.14)
9/ BB (6.31)
10/ Milk Baba (7.18)

 
 
 
 

Genere: Psych rock/Wave/Experimental
Anno: 2007
Sito del gruppo: http://www.genesisp-orridge.com/
Sito dell'etichetta: http://www.cargorecords.co.uk/ / sweet nothing