Kim Carsons, al secolo Alessandro Manni, è nuovo acquisto della scuderia Hau Ruck! SPQR, filiale romana dell'etichetta austriaca, dapprima specializzata in solo neo folk e industriale di stampo marziale, con coraggio e lungimiranza sta sostenendo anche nuove vie e soluzioni, specialmente puntando su suoni che riprendono spunto da stilemi classici: il blues, il jazz, il country. Quindi il parco si sta arricchendo in più di un senso, e con successo bisogna dire: il nostro Kim - cappello alla Texana, cravatta, giacca e chitarra elettrica in copertina di viola livido e sfuocato - esordisce abbastanza bene
con 4 pezzi cantautoriali di folk/blues, "aggiornati" dal moderno sostegno dell'elettronica, a volte come tale, a volte sostituendo alcuni strumenti classici, il tutto avvolto in packaging speciale, ossia un cartocino formato 7" apribile con all'interno il cd, molto caratteriale, in perfetto stile dell'etichetta.
Proprio come suggerisce la prima occhiata stessa, Kim Carsons tenta di rifarsi al filone country-eggiante senza però aderire in modo troppo rigido, voce profonda e atmosfere a metà tra Tom Waits e Nick Cave sono quindi alternate a qualche effetto elettronico, che bisogna ammettere ben si integra al complesso, rendendo anche meno banale la proposta.
Gli elementi canonici ci sono un po' tutti, dalla storia della campagnola 16enne Betty Sue che va in cerca di fortuna e trova disillusione nella grande città, sotto lo sfondo ritmico della chitarra, di un buon basso e qualche nota ben piazzata di pianoforte e tromba; la malinconia strascicata di 1996, che si sostiene sulla voce di Kim, in alternanza al piano, agli stacchi di chitarra elettrica e al violino finale; l'armonica di Summer Snow che crea un contrasto dolce amaro con la voce (un riflesso del contrasto tra una musica non triste e un testo sull'esplosione nucleare); l'organetto che ll'incidere pieno , fiero e corale della finale Kim Carsons, introdotta nientepopodimeno che da un campionamento della voce di William S. Burroughs, il Grande Vecchio in persona.
Devo dire che il disco non è affatto male, le melodie ci sono e gli arrangiamenti vanno bene; l'unica cosa che manca è l'esperienza, sotto più di un punto di vista. Il primo è quello appunto del suono, che ora come ora è troppo pulito, dovuto al fatto che quasi tutti gli strumenti sono sintetici, e si sente molto ad esempio nella sezione ritmica di 1996 o Summer Snow. Il secondo aspetto è più sottile, ed è l'esperienza di vita, quella fa amara la voce senza artifici e fa più rughe sul cuore che sul viso. Ed è quest'ultima cosa che ha fatto grande il blues come tale, e che può portare davvero avanti il nostro. Quindi, in bocca al lupo, che vogliamo risentirti Kim.

 

Voto: 7

 
 

Tracklist:

1 - Bnetty Sue'cide
2 - 1996
3 - Summer Snow
4 - Kim Carsons

 

Genere: folk / blues
Anno: 2007
Sito del gruppo: www.myspace.com/kimcarsonsproject
Sito dell'etichetta: www.hauruckspqr.com
Paragoni: Spiritual Front, Bain Wolfkind