Terzo album ufficiale, senza contare alcune interessantissime collaborazioni a più mani come le Love Sessions, per questo gruppo originale proveniente dalla Grecia, dedito al recupero della musica folcloristica del paese natio aggiustata da qualche variante classica/moderna. Gruppo di non poco spessore, dato che si fabbrica gli strumenti autonomamente secondo le ricostruzioni archeologiche (lyra, varvitos, krotala, pandoura, doppio flauto, realizzati da mastro Nicholas Brass) e i temi tratti tutti dalla mitologia greca (in lingua, ovviamente), inneggiando ai vari aspetti della vita incarnati in personaggi mitici, nonché situazioni immortalate da racconti solo parzialmente famosi. Partendo da Esodos incontriamo la solenne e maestosa Krataia Asterope (la Grande Illuminazione) fino alla finale Orchesis estastica, incontrando nel tragitto molte delle divinità (daemon) del pantheon greco: Zeus,  Mnemosyne, le sirene, Hekate. Il tutto tramite testi tratti da inni e poemi orfici, saffici e omerici, che cantano gli dei nella forma umana, antropomorfa.
Il disco è semplice e complesso allo stesso momento, e forse questo è il massimo risultato che un gruppo possa aspirare, ossia mascherare con l'accessibilità una profonda struttura e una ricerca non banale. Sì, perché da un lato l'ascolto è appagato immediatamente da melodie semplici suonate chiaramente, con una grande varietà di strumenti a corda, a fiato,  percussioni profonde e tamburi imperiosi, alternarsi di voci maschili e femminili sia soliste che a coro, di facile comprensione ed assimilazione, con tutta la forza d'attrazione propria della musica popolare, dall'altro abbiamo tutto il substrato accennato qui sopra (ed esplorato anche nelle note del libretto accompagnatore) che è certamente meno immediato.

Ad un primo ascolto saltano subito all'orecchio una forte affinità ai Dead Can Dance (per esempio, a quelli di Serpent Egg), che erano appunto famosi per le loro ricerche etniche come base per molte composizioni, e si può quindi capire meglio quale sia la fonte comune per entrambi. Ma il complesso risulta alla fine meno oscuro e drammatico, grazie non solo ad un impiantito di base ma anche all'alternarsi di una prima parte incentrata su figure plutoniche ( come ad esempio la seducente e sinistra "Daemonos" e il crescendo di "Nocturnal Hekate") e una seconda invece più solare e gioiosa, a volte quasi in festa ("Divine Goddes of Fertility"), entrambe idealmente di quattro pezzi ognuna. Spezza questo ciclo l'assorta "To goddess mnemosyne", col vibrato e il pizzicato delle corde il cadenzarsi della voce accompagnata da un tamburo basso, e due ultimi pezzi incentrati sul corrispondente greco della cornamusa che chiudono con danze allegre e piene di riso e gorgheggi.
Difficile trovare punti deboli in un disco che suona come se avessimo sentito queste note da una vita e allo stesso tempo risulti esotico e pittoresco assieme. Se forse la qualità finale non sia trascendentale è veramente pieno di idee e di freschezza, gaio e meditativo assieme, in perfetto equilibrio coi suoi appena 36 minuti di lunghezza; caldamente consigliato a chi di folk non si  limita al solo nome ma ama la tradizione popolare genuina delle parte più misteriose di questo piccolo pianeta

 

Voto: 8

 

Tracklist:

 

01. Esodos
02. Kratia asterope
03. Daemonos
04. Nocturnal hekate
05. Mouson
06. Dios astrapaiou
07. Divine goddess of fertility
08. Sirens of Ylysses
09. To goddess mnemosyne
10. Hymenaios
11. Ecstatic orchesis

 

Genere: folk / etnico

 

Anno: 2007

 

Sito del gruppo:
http://groups.msn.com/DaemoniaNymphe/

http://www.myspace.com/daemonianymphemyspace

Sito dell'etichetta:
www.prikosnovenie.com