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Arriva da Messina una delle migliori risposte Italiane a ''Disintegration'' che abbia mai avuto occasione di ascoltare.
Attivi dalla metà degli anni '90 questi ragazzi con la darkwave nel cuore ( e nelle mani quando suonano dal vivo… ) danno alla luce un lavoro ispirato, fresco, ben prodotto e ottimamente suonato.
E la cosa acquista maggior valore se si considera che la formazione fa fatto tutto da se, autoproducendo una decina di pezzi che trovano nella band di Robert Smith ( che fu… ) il punto di riferimento essenziale da cui partire, per abbandonarsi poi ad introspettivi pezzi lenti o a ''saltellose'' cavalcate; elementi questi, in egual misura presenti in ''Distance''.
Le danze si aprono con ''Branches'', il pezzo eponimo della band è un brano strumentale con un crescendo pauroso ed emozionante dove è il basso di Giovanni Scuderi a fare la differenza.
Con ''My Time is Falling out'' ''Show me your face'' preparatevi a saltare dalla sedia e ballare al ritmo di questi due brani ''pop'' nel senso più nobile del termine: dei due il secondo, con il suo perfetto gioco ad incastro di chitarra, basso e synth ed il suo testo trascinante ( quando l'ho ascoltato la prima volta!!! ) sarebbe stato, in un mondo più giusto, una perfetta hit da dancefloor… Osate dj, osate!!
'' From Somewhere'' è pura dark wave sognante, il classico pezzo da ascoltare da soli, in una giornata piovosa, guardando fuori dalla finestra la nebbia il vento e i loro giochi: '' there are many things to say/ and so few ways/ so litle time/ so little space ''.
''Mice'' è giusto un abbozzo, un assaggio di come potrebbero svilupparsi le idee della band in futuro, ragazzi non lasciatelo così: breve e senza testo. Va valorizzato.
''Distance'' con la sua atmosfera da sogno infranto ricorda alcune cose degli Asylum Party o degli Essence, la chitarra intarsia melodie limpide ed insieme oniriche mentre Enrico prova a consolare i nostri amori lontani, quelli amori già nati con la consapevolezza di essere sbagliati: '' … we could not talk anymore/ maybe we'll meet again/ but we'll sleep without breath. ''
Se amate questo genere anche la metà di quanto lo amo io, la chitarra di ''No direction' vale da sola l'acquisto del cd. Un brano dove la voce rasenta l'uguaglianza con quella di Robert Smith.
'' The Lure '' dura veramente troppo per essere senza testo e almeno dal sottoscritto si fa ''skippare'' molte volte. Notevole comunque la tecnica e gli accordi di Synth.
Sono ''costretto'' a spendere ulteriori parole d'encomio per gli ultimi due brani : ''First Light'' suggestiva nelle reminescenze sonore e romantica nelle parole del testo; ma soprattutto '' When the dawn comes late'', forse il pezzo più bello di tutto il disco, significativamente posto alla fine del lavoro, a suggello delle emozioni fin qui provate. Avvolti in una foschia di effetti elettronici, i versi di Enrico emergono reali e vibranti: qui si analizza la condizione alienata dell'uomo moderno, spiazzato e alla deriva, mosso da costrizioni sociali che imprigionano e libero la sua primigenia libertà di '' Cuore e Anima'': ''… I've too much too say/ cause I'm empty inside…''
Un lavoro questo, che da lustro alla migliore tradizione darkwave anni '80, attualizzandola. Il che non significa, come credono molti, snaturarne suoni e proporre orribili commistioni di genere, ma semplicemente (ri)proporre con passione e sincerità quei suoni che da sempre amiamo e sentiamo ''nostri''. In questo i Branches sono dei veri maestri, credetemi.
Per una volta ascoltate la vocina dell'anima e non quella del look e delle mode effimere e procuratevi quest'ottimo ''Distance''.

Voto:

Tracklist:

1) Branches
2) My Time is Falling out
3) Show me your face
4) From Somewhere
5) Mice
6) Distance
7) No direction
8) First Light
9) When the dawn comes late

Collegamenti:

http://www.myspace.com/branchesmessina