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Stompcrash , ovvero "Come Suonare Ancora Gothic Rock nel 2008 e Sentirsi Ancora Freschi"; sarà che alla nostrana Nomadism (che assieme alla In The Night Time tiene in alto il vessillo del gothic made in Italy) di queste cose se ne intendono, ma fa davvero una piacevole impressione sapere che esistono ancora dischi capaci di interessare non per inerzia.
Già, nel ricco fermento delle band emergenti (vogliamo contare i samplers che affollano i cataloghi?) non molti in realtà hanno la stoffa nonostante pubblicità, festival, riviste ed entusiasmi facili. Dale svogliate scopiazzature alla più semplice mancanza di mordente (se si esclude il per molti classico "mordi e fuggi" del tormentone da pista da ballo settimanale), abbiamo avuto modo di sentire un graduale abbassarsi della qualità diffusa in quel circolo vizioso che è "la scena".
Eppure.
Eppure c'è chi invece ha capito tutto, ossia come si costruisce una canzone efficace e godibile, come quelli che per molti sono solo clichè possono invece ancora possedere personalità e idee, come non è necessario fare salti mortali per avere della buona musica. Sarà che questo quartetto milanese Stompcrash (di cui avrete certamente letto anche l'intervista qualche tempo addietro proprio su questo sito) ha racimolato quanto di meglio hanno fatto nei loro demo precedenti ma sono riusciti a scrivere ben 12 canzoni di seguito senza annoiare un attimo, collezionando una sfilza di potenziali singoli da non sottovalutare (e qui magari si potrebbe suggerire l'idea a molti altri esordienti di aspettare e di farsi una bella gavetta prima di lanciarsi - anche se so che in genere le aspettative sono alte e l'impazienza molto forte).
Classici accompagnamenti melodici di tastiera a classici riff di chitarra rock, giri di basso in regola e spesso in primo piano, alternanza tra una voce femminile - diciamo più grintosa e variegata - con una classica impostazione un po' alla Siouxsie (come in 99 Cats) e una maschile - più potente e bassa - con la classica cadenza ferma e metronomica che risale fin dagli albori di questo rock freddo e spesso funereo. E nonostante tutto, anche essere appesantiti da un fardello così pesante riescono a muoversi con agilità e maestria in mezzo a tutti i pezzi, destreggiandosi senza problemi con tutte le combinazioni che gli vengono in mente.
Effettivamente il materiale proposto è eterogeneo, un amalgama che ben però ben si sposa l'uno con l'altro, senza stonare: dalle reminescenze eteree delle heavenly voices inizi anni '90 di "I will kill myself", alla wave anni '80 di Dorian, una delle mie preferite, al solido gothic rock di Moscow che farà felici i puristi dagli occhiali scuri perenni, a cui si può accostare anche la un po' più morbida Watch me Fall, mentre London Fog è un ottimo esempio di deathrock all'italiana, mentre per gli amanti della batteria c'è The Wind that Moves the Flowers, e chi più ne ha più ne metta.
Non vorrei diventare sentimentale ma c'è un potenziale che può portare questi ragazzi da un ottimo album come questo al capolavoro. Ora tocca a loro come tingere il loro futuro, se di requiem o di rosa.

 

Voto: 8

Tracklist:

01. The London Fog
02. Like a Noise
03. Watching me fall
04. 99 cats
05. Dorian
06. Modern Slaves
07. I will kill myself
08. Moscow
09. Wake up in a grave
10. Bloody Rain
11. The wind that moves the flowers
12. Mountains of madness

Genere: Gothic Rock

Anno: 2008

 

Sito del gruppo:

http://www.thestompcrash.com , http://myspace.com/stompcrash ,
http://www.requiemrosa.com .

 

Sito dell' etichetta:

http://www.nomadism-records.com ,
http://www.myspace.com/nomadism , http://www.findagoth.com/bands/nomadism .