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Traguardo sulla lunga distanza per i Recondita Stirpe, di cui abbiamo già avuto onore e piacere di parlare del loro Ep di esordio, gruppo ligure deciso fino in fondo a svegliare menti e cuori, con – diciamocelo – un successo meritato.
I nostri sette elementi (tanti son necessari per assemblare le voci e tutte le strumentazioni tra percussioni, chitarra, fisarmonica, tromba e via dicendo) hanno saputo miscelare esperienze passate (abbiamo Diego di Banchero dei Malombra/Segno del comando, l’eclettico Christoff  alla voce, Mirko Giorgini dal conservatorio alla chitarra e Carolina Cecchinato come seconda voce, ispirantesi al cantautorato italiano, assieme ad altri compagni di ventura come Guglielmo Amore per batteria) e novelle sfide per poter far avanzare a spada tratta tutto il loro dissapore, affondando il colpo nelle coscienze marce di chi non si indigna per il lento ma inesorabile logorio della cosiddetta “vita moderna”. Tra ballate italiane e francesi, orchestrazioni marziali, e canzone popolare, anche folcloristica, la lotta è il protagonista assoluto di questo disco: la lotta tra fazioni tanto opposte quanto impalpabili, imperscrutabili, invisibili, ma sempre letali. Una lotta dietro le quinte della vita quotidiana strascicata senza convinzione, e una visione orgogliosa dove le persone possono finalmente riappropriarsi di quello che sono.
Sì, perché in questo progetto le parole valgono tanto quanto la musica (e tanto piacere a quelli che glissano tranquillamente sulle idee delle band, a volte proprio punto di forza), che in realtà frutto di molte tradizioni e stilemi ben noti, quindi presenta poche sorprese in sé per sé. Difatti questi moderni ribelli all’appiattimento e all’omogeneizzazione delle identità  si armano di un bagaglio culturale che va dai nomi più popolari fino ai moderni compositori italiani neoclassici, che generalmente lavorano per il cinema, dividendosi – come già accennato - equamente tra ballate (più sentite e calorose) e canzoni (più ricche e complesse, dove l’accento marziale è più pronunciato), usando italiano, francese e qualche tocco di inglese (con pessimo accento purtroppo) dove la melodia fa da padrone in tutto e per tutto. Il lavoro perciò si presenta sia accessibile nella sua franca familiarità, sia per gli strumenti che per i ritmi – tra cui il tango – ma ben raffinata dagli accompagnamenti e dai duetti vocali, fino alla coralità.
Tutto bene quindi? A dire il vero i punti deboli ci sono, e trattengono il risultato dall’eccellenza:essenzialmente il problema sta nelle voci, che essendo in primissimo piano si sobbarcano il maggior  “peso” nella composizione e ogni sfumatura si ripercuote nel dipinto complessivo. Infatti, Christoff per ottenere un senso di epicità maggiore tiene la voce molto impostata, perdendo parte della verve che la canzone popolare ha sua sponte, senza forzature e magari anche con meno tecnicismi. Anche la Cecchinato ha bisogno di maturare un po’ per poter raggiungere i classici della musica italiana cui si ispira; segno che alla fine, senza accorgersene, la cosiddetta canzonetta che molti snobbano ha in realtà dietro una preziosa formazione che rimane nascosta dietro la sua semplicità ed immediatezza.
A volte tentare di unire due anime – quella dell’esemble, molto ben riuscita vista la pluriennale militanza in gruppi diversi dei singoli artisti, e quella più folcloristica - risulta molto meno facile di quanto non sembri ad un ascoltatore distratto. Quindi è una prova notevole a livello compositivo che saprà giungere addirittura a nuovi traguardi se la tenacia non mancherà ai nostri.

 

Voto: 7,5

 

Tracklist:

 

1. Dans La Chambre
2. Notturni Rivali
3. Il Sibilo Di Giano
4. The March Of The Invisible Legion
5. Dove Sei?
6. The Falling Sun
7. La Malia Dei Sensi
8. Pestilentia
9. Lost Companions
10. Nessuna Letargia
11. Invasion
12. Caduti

 

Genere: Neo Folk

 

Sito del gruppo: www.reconditastirpe.com

 

Sito dell’etichetta: www.hauruckspqr.com