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I Werkraum sono creatura di Alex Frank, dedito ad un neo folk molto curato e profondo - pieno di contaminazioni, assai poco prolifico ma forse per questo anche più apprezzati, avendo infatti all'attivo principalmente (a parte collaborazioni e apparizioni su compilation) solo il magnifico debutto "Unsere Feuer Brennen!"
La conseguenza logica di questo lavoro certosino è la gestione di vari
 anni per questo album, gemma nel firmamento musicale alternativo, che ha portato ad approfondire più o meno tutti gli aspetti della musica folk, ed avvalersi di collaborazioni di tutti i tipi, sia testi (tratti tanto da Lewis Carrol e il paese delle meraviglie quanto da Goethe) e nei temi musicali ripresi dal passato(canti tradizionali e arrangiamenti di Beethoven), quanto nell'organico valendosi di  ospiti diversi per ognuna delle ben 14 canzoni (quindici nell'edizione in vinile doppio), contando anche un ospite del calibro di Robert Taylor e Nicholas Tesluk (fondatori dei riscoperti Changes, precursori del neo folk) nonché il supporto di membri di Lady Morphia e  Stumpercth (in cui Axel ha militato). La lista di citazione è così lunga che è meglio rimandare al curatissimo libretto che accompagna il disco stesso.
Alla fine il lavoro di Axel, esponente di spicco del gruppo, si mette umilmente in secondo piano, lasciando esprimere appieno tutti i personaggi, cercando di fare di collante, da alchimia per varie fonti, ispirazioni, epoche, luoghi, e anziché porsi come autore in ogni composizione, preferisce fare da direttore di questa specie di orchestra, pensando più a suonare e a comporre gli arrangiamenti di questo lavoro complesso.
Come si diceva, il disco sembra la volontà di mettere su carta tutto quanto imparato da anni di studio di musica diversa, partendo dal folk classico (forse un po' a sproposito) per la prima "Jabberwock" contaminandola con effetti moderni, passando poi al prog con "La marmotte" (con i suoi arpeggi veloci e il flauto), sterzando verso il western statunitense di fine XIX - inizi XX secolo di Santy Ano, abbeverandosi alla fonte di musica antica di "Slafest du, vriedel ziere?", andando poi verso il folk psichedelico (come la duale "Song for Erik" o la complessa fusione di strumenti e suoni nella serpentina "Beyond the evening Star") e dunque tornando indietro per questi sentieri ancora - il folk, la sperimentazione, la musica tradizionale, richiamando alla mente vecchi nomi del folk rock anni '70 come Strawbs o
  Spyrogira  fino ai moderni troubadour come Donovan.
Giusto per fare capire le coordinate su cui si sta muovendo la scena nofolk, i Werkraum hanno annunciato la comparsa nella compilazione "A Monstrous Psychedelic Bubble" (Platipus Records, UK) assieme a hawkwind, Espeers, Devendra Banhart, Tim Buckley e molti altri.
Non è facile dunque dare un giudizio unico su un disco così sfaccettato e così diverso da quanto molti si potrebbero aspettare. Melodia pura, divergenze colte e un lirismo acido si affastellano, creando una sorta di summa di vari generi, soddisfando con innaturale leggerezza sia chi cerca sonorità acustiche chi invece ama il vecchio "rock". D'altor canto fare indigestione è semplice e magari non tutti gradiscono tutta questa ricchezza e versatilità per preferire aspetti più compatti, ma certamente più piatti della musica. Per quelli che identificano la musica neo folk con la semplicità, pochi accordi - sia pur con strumenti arcaici - oppure fatta solo di inni e battaglie e marce, probabilmente non si accorgerà che il concetto dietro a questa chimera non è più l'onore o la madrepatria, ma la favola, nei suoi aspetti magici e tragici. Che si tratti di creature fantastiche, di filastrocche, della California vista come una terra di cuccagna, oppure di volare nel cieli, o della donna che aspetta il suo amato, hanno tutti il sapore delle storie che si narrano ad occhi chiusi. Questa sensazione è confermata dalle splendide immagini del digipack con cui è confezionato, delle bellissime illustrazioni in stile art noveau di Kay Nielsen e Edmund Dulac (illustratori di libri, i cosiddetti pittori di carta, inizi XX secolo - http://en.wikipedia.org/wiki/Kay_Nielsen + http://it.wikipedia.org/wiki/Edmund_Dulac ), che fondono colore blu con un disegno stilizzato ed elegante, esotico, e fanno immaginare fiabe senza tempo.
In realtà per i più esigenti collezionisti esiste anche una versione in confezione di legno con allegato un mini cd extra con 4 pezzi in più, ma attenti è in solo 300 copie.

Voto: 8

 

Tracklist:

 

1. Beware the Jabberwock!
2. La Marmotte
3. Ein Lied von Lieb und Treu
4. Santy Ano
5. Slâfest du, vriedel ziere?
6. Song for Erik
7. The Dream
8. Allgemach
9. Der Schmied
10. Beyond the Evening Star
11. The Smiling of the Rose
12. Une Jeune Fillette
13. Die rechte Braut
14. Sanctity and Steel

Bonus Tracks del mini CD:
15. Tous le Jardins du Monde
16. Casey
17. Sommemale
18. Une Jeune Fillette (Reprise)

 

Genere: Folk prog / Psych

 

Anno: 2008

 

Sito del gruppo: http://www.werkraum.org/

 

Sito dell'etichetta: www.steinklang-records.at ; http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewProfile&friendID=78837638