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Ancora un viaggio attraverso il tempo e lo spazio, ancora una musica, quella di Corde Oblique che sembra una brezza di primavera che porta con sé suggestioni, colori, profumi  e ci culla con le sue delicate note di chitarra, di violino, di piano e ci carezza con intense voci femminili che restano nel cuore.
Dopo “Respiri” e “Volontà d’arte” Riccardo Prencipe ci accompagna in un viaggio attraverso le “pietre di Napoli”,  la sua storia, i suoi monumenti ,le suggestioni e i racconti che l’artista ne trae sposando con maestria ed originalità la figura del musicista a quella dello storico dell’arte. L’album si snoda come una passeggiata tra i quartieri della “città dagli occhi neri”, dal porto di Torre annunziata e dal castello di Avella fino a Barcellona seguendo un percorso ideale che si fa riflessione sull’arte, che diventa uno spontaneo omaggio alla bellezza di luoghi immortali la cui potenza resta  intatta nei secoli.. 
Anche per “The Stones of Naples” Riccardo si avvale della collaborazione di un folto gruppo di artisti, alcuni dei quali già noti come Caterina Pontrandolfo , Floriana Cangiano, il violinista Edo Notarloberti, il pianista Luigi Rubino. Come per i lavori precedenti ogni artista dona la sua peculiare impronta ai brani che ben si sposa con il mood generale dell’intero album in cui a fare da trait d’union è proprio la chitarra di Riccardo.
Alcune composizioni hanno forma di ballata tradizionale che ci riporta ad atmosfere popolari, a ricordi lontani, a tramonti nostalgici in riva al mare. Altre hanno un’impronta quasi epica come la bellissima “Flower bud” dove riconosciamo la voce di Alessandra Santovito (Hexperos) e “Flying”, cover dell’omonimo brano degli Anathema.
Tra le altre cose vorrei segnalare il booklet, arricchito da foto molto suggestive tra cui quella della copertina realizzata dal fotografo Paolo Liggeri. “Stones of Naples” è ancora un tassello di storia, un passo avanti nella scena gothic- ambient italiana, un dono pregno di emozioni nuove eppure vecchie e ben note per cui dobbiamo ringraziare questi devoti artisti.
Concludo con la chiusa del pezzo “La gente che resta” che  a mio avviso riassume non solo il senso del percorso di Corde oblique ma un po’ quello dell’arte in genere che è sempre e comunque un grande dono…
”Gente che viene e gente va, la gente che resta è quella che da…”

 

 

Tracklist:

> La quinta ricerca
> Venti di sale
> Flower bud
> Flying
> Like an ancient black and white movie
> La città dagli occhi neri
> Nostalgica avanguardia
> The quality of silence
> Barrio gotico
> Dal castello di avella
> La gente che resta
> Piscina mirabilis

 

Collegamenti:

Corde Oblique

www.myspace.com/cordeobliqueunofficial