Gli esordienti Sinezamia sono già  stati ampiamente intervistati per questa webzine, e dunque senza indugio rileggetevi quelle righe per poter introdurre al meglio questa piccola recensione. Qui alla loro seconda prova in studio dimostrativa, i Sinezamia mostrano grinta e tecnica decisamente interessanti, sfoderando un deciso Gothic Rock, nella sua accezione più esatta, ossia debitore anziché del post punk del rock vero e proprio, quello più o meno duro che fin dagli anni '70 ha filtrato con l'immaginario più tetro.
Dirò di più, la sterzata che danno i Sinezamia alla loro musica non segue il entiero stra-battuto dei padri del gothic rock quanto la musica italiana, dando un gran bel tocco al loro lavoro. Certo, ascoltando la voce di Marco Grazzi, la parola Litfiba viene subito alla mente, citazione quasi abusata abusata, ma se volessimo essere più estrosi si sentono forti riflessi del rock italiano nelle sue varie forme, da quello alternativo degli Artica (soprattutto in "Venezia") a quello più noto dei Timoria (forse in "Lussuria" più di tutti), rendendo questo demo appetibile per un pubblico vasto ed intelligente, e non solo il ghetto della musica dark. Spero dunque che possano accedere ad un canale di grande comunicazione come Virgin radio o simili, affinché non solo si apprezzi la loro meritevole opera ma anche per poter avvicinare le nuove generazioni alla "musica oscura".
Giusto per far capire cosa aspettarsi dall'ascolto, "Sacralità" si apre con riff pesanti dell' hard rock ma non scorda il semplice accompagnamento di synth, "Lussuria" usa l'incedere di batteria sincopata e il tappeto di basso per lasciare la chitarra evolversi in un bel crescendo, pieno, quasi corale. I cambi di tempo si sentono di più in "Venezia" (col suo fascino orientaleggiante) e "Dilanio dell'anima", che nella loro lunghezza permettono un evolversi di assoli di chitarra (ma anche altri effetti) assieme a spazi più aperti, gustosi, alternando energia e poesia, non senza qualche tocco pinkfloydiano.
Se poi posso apporre un'opinione strettamente personale, un EP di una 20ina di minuti valorizza molto i singoli brani piuttosto di un lavoro più lungo, che non so se reggerei con altrettanto divertimento. Insomma, Anche il formato è azzeccato da parte mia.
Dunque, chi si aspetta un classicone Sisteriano, non lo troverà . E' una interpretazione originale, convincente e personale del rock-wave di chiara matrice italiana, in un lavoro molto maturo, sia tecnicamente che di equilibri: di suoni (li numero e la qualità degli strumenti), di tempi (l'organizzazione orchestrale, senza che si crei confusione anziché fusione, con un solido supporto degli strumenti di fondo per creare un suono carico), di protagonismo (la voce usata in questo modo, piena di strascichi e glissando finali è facile che scada nell'eccesso, ma sa ben limitarsi e la chitarra tiene testa sotto le luci della ribalta).
Amanti del rock italiano, fatevi avanti.

Tracklist:

1 - Sacralità 
2 - Lussuria
3 - Venezia
4 - Dilanio dell'anima

Sito del gruppo: www.myspace.com/sinezamiamantova