Il nome del disco è Llyr ovvero Lira lo strumento musicale della mitologia greca che secondo la leggenda Hermes regalò ad Apollo e la quale rappresentava in epoca classica l’equilibrio, lo strumento ispiratore musicale principale dei bardi e dei poeti greci …
Citare la Grecia per ricordarne i fasti dell’antico splendore culturale ed economico in questo periodo in cui tutto è concretamente difficile per quella nazione è anche rilevare come l’umanità stessa sia in fase decadente e uno spunto decisivo di riflessione per il nostro futuro.
Composto di dieci pezzi  dove trovano spazio strumenti  come la chitarra classica, folk, battente e 12 corde,  tastiere, flauti, sitar, gamelan, daf, tamburi a cornice, santoor, tablas, zard e campane e tutto amalgamato da cori e dall’ammaliante e ipnotica voce di Francesca Nicoli è facile ritrovarsi sommersi positivamente in sensazioni tra il mistico e déjà vu interiore.
Il disco racconta la storia di un avatar chiamato Siqillat uno spirito di luce che viaggia attraverso il tempo mutandosi in varie forme (umane e non) con la speranza che una nuova consapevolezza arrivi nei popoli con cui entra a contatto.
Gli Ataraxia come sempre, sono un piacevole incantesimo da cui difficilmente se ne esce senza esser cresciuti interiormente.
Il nuovo disco tocca uno dei punti più alti della loro vasta quanto monumentale discografia, difficile descrivere e raccontarVi a parole brani che toccano le corde dell’anima in modo così profondo.
In un ipotetico (anche se spero diverso) futuro l’Italia andrà a scavare nella sua arte sepolta da "troppi" anni e rischierà di rimpiangere il non aver vissuto  come si deve un gruppo come questo.
Tre anni di attesa per regalarci un nuovo capolavoro…
Questo è un disco che Dovete avere.

Tracklist

01. Siqillat

02. Scarborough Fair
03. Quintaluna
04. Llyr
05. Elldamaar (Part 1)
06. Evnyssien
07. Klepsydra
08. Elldamaar (Part 2)
09. Payatry Mantra
10  Borea

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