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Gerstein nasce come progetto personale di Maurizio Pustianaz nei primi '80 nel fermento della sperimentazione elettronica "fai da te", avvalendosi di più collaboratori nel corso degli anni, partendo da cassette autoprodotte (per cui fonda la sua etichetta personale, la Infektion Prod.) fino a vari CD per case di produzione indipendenti (Misty Circles, Minus Habens, Discordia, Oktagon), ognuno in stile diverso: dalle malinconiche ballate a pianoforte alla ricerca molto vicina all'ambient fino ad ibridi con chitarra noise alla Godflesh.
Purtroppo l'innegabile validità del progetto è oscurata dalla scarsa fama e della diffidenza che c'è verso le produzioni Italiane, senza sapere che sono state a pieno titolo pioneristiche e di tutto rispetto verso prodotti "patinati" usciti per etichette famose (la Cold Meat Industry ad aesempio). Un altro punto a svantaggio di Gerstein è stata l'eterogeneità degli stili impiegati, spesso troppo chitarristici per un pubblico dark e contemporaneamente troppo raffinato per amanti del rumorismo o troppo contaminato per i puristi dell'elettronica. Questo, come per molti altri, è il destino di chi si ostina a seguire una propria linea personale anziché seguire i gusti di un pubblico capriccioso. A parte le uscite a nome Gerstein, Maurizio Pustianaz è anche co direttore, insieme a Marc Urselli Schrarer, della rivista Chain DLK (che si occupa della Gray Area in tutte le sue forme, ossia l'elettronica più o meno sperimentale) che ha fatto 8 uscite cartacee, le cui ultime tre contengono cd compilation, e adesso solo on line, per gli arretrati si veda i siti www.chaindlk.com oppure www.chaindlk.net.

D: Quando è stata la tua ultima uscita a nome di Gerstein? Cosa ci puoi dire  su di essa? Quali sono state le tue attività parallele da allora, sia musicale  che editoriali? Hai nel cassetto nuovi progetti? Quale è l'uscita di cui  vai più fiero?

R: la mia ultima uscita e' stata "Burn" nel 1999, pero' se teniamo anche conto delle ristampe, l'ultima uscita e' la ristampa della cassetta "Phlegmaticus", uscita a cavallo tra il 1986 ed il 1987 per la romana Misty Circles. A dire il vero' e' un po' di tempo che e' pronta una sorta di compilation di pezzi rari ed inediti che va dal 1990 al 2001 dal titolo "Here comes sickness", pero' a causa mia e a causa di avvenimenti fortuiti, la sua uscita sara' ad Agosto di quest'anno per la Afe di Andrea Marutti. Le attivita' che porto avanti in parallelo, purtroppo ed anche per fortuna, sono parecchie: Noisebrigade, Infektion Prod e Chain D.L.K. Dico per fortuna, perche' io sono sempre stato onnivoro e curioso, percio' portando avanti diversi progetti mi sento vivo e libero di esplorare diversi campi musicali e diverse situazioni. Noisebrigade e' il nome del mio ultimo progetto che e' dedicato alle sonorita' prettamente elettroniche, funzionali come colonne sonore. Attivita' che si puo' riassumere in una frase: "Can you hear the sound of electricity?".
Con questo nome ho preparato diversi pezzi sino ad ora inediti.
La nascita ufficiale di Noisebrigade avverrà il 5/9/2003 con l'apertura del sito www.noisebrigade.co.uk.
Il sito sarà il quartier generale delle mie 3 attivita' musicali, con news, dettagli, audio, etc. Infektion Prod. e' un mio vecchio progetto musicale nato nel 1987, dedicato alla sperimentazione noise piu' spinta. A dire il vero il progetto e' stato riesumato quest'anno solo perche' Alessandro Marchettini di Butcher Prod mi chiese dei pezzi noise per un box collaborazione tra diverse band. Siccome con Gerstein ho deciso di non fare piu' l'errore di mischiare troppi generi insieme, per questa occasione ho usato il nome di Gerstein Presents Infektion Prod. Dei tre progetti musicali, non ho timore ad affermare che questo e' quello che mi interessa meno e che realizzara' cose solo su richiesta.
Chain D.L.K. come hai detto tu nell'introduzione e' una fanzina dedicata alla musica elettronica / industriale ed a tutte le loro derivazioni.
Dopo otto numeri siamo stati costretti a migrare su web, pero' non perche' le cose andassero male, ma perche' Marc era andato ad abitare a N. Y. e fare le cose a distanza era un casino colossale. Dopo la migrazione ho dovuto curare il sito da solo perche' lui aveva casini lavorativi e non poteva dedicarcisi piu' di tanto, cosi' io ho cercato di fare del mio meglio per 2 anni, dopo di che Marc e' tornato in gran forma ed ha creato un vero e proprio portale con servizi automatici, news, forum ed il solito quintale di recensioni ed interviste.
Avete solo da visitarlo!
Nuovi progetti oltre all'uscita di "Here comes sickness" ce ne sono e constano in un CD split con Cold Cluster che uscira' penso quest'inverno sempre per AFE. Dal mio canto ci sono 6 pezzi nuovi di cui una cover di un pezzo di Carlo (Cold Cluster, appunto) presente anch'esso nel CD.
I pezzi sono abbastanza diversi dal passato, sono molto elettronici e melodici, sempre tenendo come costante, pero', il mio tocco personale...
Come uscita di cui vado piu' fiero, oltre allo split che sta' venendo proprio bene, possiamo dire che ogni mio periodo musicale ne ha una.
Quelle di cui sono piu' contento sono: "Phlegmaticus" (registrazione di una performance live del 1986 uscita l'anno dopo per Misty Circles e ristampata qualche anno fa da Oktagon), "La pomata delle femmine" (cassetta di suites pianistiche totalmente improvvisate al buio e poi associate a brani del "Libro dei morti Egizio" scelti casualmente.
La cassetta e' stata realizzata dalla Bekko Bunsen nel 1989 e poi ristampata dalla Obuh in Polonia e dalla Slaughter di Corbelli), "St.
Anthony's Fire" (il mio primo CD uscito nel 1996 per la Discordia e che mi piance ancora riascoltare) e "Burn" (CD sfigatissimo ma con bei pezzi che vede la produzione di Paolo Favati per il pezzo di apertura "Pervert").

 

D: Come puoi descrivere i tuoi esordi e gli anni in cui tu, come molti altri musicisti/non musicisti - se mi passi il termine visto l'atipicità rispetto le formazioni classiche delle band - muovevi i primi passi?

R: Mah, ti diro' erano anni in cui ci si muoveva e non si sapeva bene come fare anche perche' per quanto mi  riguarda, non avevo mezzi a parte il pianoforte, un registratore stereo ed uno mono.
Tante volte la voglia di esprimersi senza averne i mezzi penso sia stata la prima scintilla per la sperimentazione.
In questo modo sono poi venute fuori le suite al piano con cut ups noise in background piu' altre cose...

 

D: Sei autodidatta o hai mai ricevuto lezioni di musica? Ovviamente credo che l'esplorazione di territori sonori atipici e destrutturati non può essere certa impartita dall'alto, ma quanto ha influito la tua tecnica nella tua ricerca? Per la strumentazione come hai fatto?

R: Ho studiato pianoforte per 5 anni dai 9 ai 14. Questo mi ha permesso di avere una certa tecnica per poi sviluppare cose piu' personali ed atipiche. La tecnica non e' servita per la sperimentazione musicale, e' solo servita come mezzo. La sperimentazione nasce da un percorso personale che e' condito soprattutto dalla curiosita' e da un goccio di insanita' che non fa mai male.
La strumentazione era quella che trovavo in casa e per i rumori vari ho usato cose come trapani su pentole,
strofinacci strusciati sui ripiani ondulati dei lavelli registrati da dentro il mobile, latrati di cani, motori di vespe percossi piu' tutto cio' che riuscivo a farmi imprestare, come il Poly 800 Roland con cui ho registrato "Phlegmaticus".

 

D: Quali sono state le tue maggiori fonti di ispirazione, musicali e non, e come hai "filtrato" e reso tuoi le loro opere? A tuo parere, sono riscontrabili/percepibili tali influenze nei tuoi lavori?

 

R: Non ho avuto particolari fonti di ispirazione culturale o altro, diciamo che Gerstein e' sempre stato un poco lo specchio della mia personalita'. E' come se avessi un filtro rotto dentro il mio cervello e parte  di quello che passa "cade" casualmente nel recipiente che Gerstein e' (che ti avevo detto a proposito del pizzico di insanita'? Hahaha...).
Anni fa, soprattutto al tempo de "La pomata delle femmine" vedevo  Gerstein come un'entita' a se stante.
Questo anche perche' avendo registrato quel lavoro totalmente al buio ed improvvisando io mi sentivo piu' che altro il tramite di qualcos'altro piu' che il musicista che stava creando qualcosa di proprio.
Quindi tirando le somme non ho fatto miei concetti altrui. Ho sempre tenuto al fatto di volere essere il piu' possibile personale e non un tramite per idee altrui.
E' vero che ho usato la dream machine nata da un progetto di Brion Gysin, pero' l'ho usata e non ne hofatto un fatto culturale. Mi interessava come concetto e come oggetto, ma non ci ho fatto un trattato.
Il filosofeggiare e' una cosa che non mi piace per nulla, e' come volere dare un'importanza a cose che non ne hanno o che possono essere normali. In fondo e' stata un'esperienza e non ho salvato milioni di vite facendolo. E' una cosa che odio il pontificare sulle cose e purtroppo anche nell'ambiente musicale ci sono tanti "musichieri" e tanti "giornalai" che si riempono la bocca di paroloni e di concetti non propri solo per darsi un tono. Preferisco il r'n'r che parla della figa a tutto il falsume che c'e' in altri ambiti.
Rispetto molto di piu' Chuck Berry di altri pseudo sperimentatori che fanno uscite ultra limitate e le fanno strapagare perche' la loro e' arte.
Sotto un certo punto di vista l'arte non esiste, esiste solo la vita e quello che fai e' un atto di vita.

D: Che ne pensi della moderna strumentazione disponibile pressoché a chiunque visti i prezzi ormai ampiamente accessibili? E' un impulso nuovo che apre a libertà impensabili prima, oppure la presenza dei cosidetti preset (suoni e ritmi precostruiti) uccide la creatività; è solo un valido aiuto per la registrazione, missaggio ed equalizzazione o - dato il proliferare senza
controllo di innumerevoli nuove band senza arte né parte che inflazionano tutti i generi - una sorta di peste? Tu te ne avvali in qualche modo?

 
R: Diciamo che tutte e due le affermazioni sono vere: chi ha le idee ha un nuovo mezzo piu' veloce e facile per crearle e ne verra' fuori qualcosa di interessante e registrato bene. Chi le idee non le ha, non c'e' mezzo che tiene e spendera' i suoi soldi per sfamare chi costruisce quegli strumenti.
Cosa giustissima per chi ci lavora, pero' alle volte quello che e' un hobby non lo si puo' trasformare in qualcosa che non e'...
In questo modo proliferano copie di copie che non aggiungono nulla al nulla che c'era prima.
Pero' in fondo tutti hanno il diritto di passare il tempo come vogliono e non saro' certo io che lo impediro'. In fondo anche io non sono ne' famoso ne' altro, pero' neanche ci provo e non mi do arie... Forse c'e' mancanza di umilta' e di idee.
Io personalmente da qualche hanno uso solo il PC per suonare, questo perche' e' comodo e perche' mi permette di avere una buona qualita' sonora e di scambiare idee con altre persone.
Non immagini quando ho terminato il remix di un pezzo di M Halo (gruppo Californiano di synthpop) e di Cold Cluster come sono rimasto contento del risultato. Questo, solo grazie alla tecnologia. E non e' poco se ci pensi. Soprattutto per uno come me che ha iniziato con i cut up e le improvvisazioni registrate con lo stereo di casa e che poi e' passato al 4 piste Yamaha.
 
D: So che nei tuoi live il lato visivo è sempre stato importante, non solo nell'impatto col pubblico, ma anche a livello personale come quando hai usato la dreamachine [per i curiosi del progetto andate a questo indirizzo dove troverete il progetto di costruzione ed il principio di funzionamento http://www.txt.de/spress/author/gysin/dream/english.htm
NdR].
Puoi parlarcene? Quanto contano? E come mai?

 
R: Ci sono due motivi principali:
1) nel tipo di musica che faccio l'aspetto emozionale conta molto ed alle volte non e' facile esprimersi solamente con la musica
2) essendo un tipo di musica basata sulla registrazione in studio non e' possibile avere un approccio diretto come il punk, quindi ti avvali di altri supporti visivi.
E' anche vero che nel concerto che ho fatto in California nel 2001 avevo solo una tastiera e le basi preregistrate ed e' andato bene lo stesso, pero' normalmente avere piu' supporti visivi aiuta a fare "spettacolo"...
 
D: Vedi qualche relazione tra la musica industriale del passato e quello odierno? (se mai è possibile definirne una linea guida!) Invece, come vedi il futuro? Quali sono, a tuo parere di musicista e di recensore, gli umori del nuovo millennio, le direzioni verso cui andranno le uscite canoniche e le avanguardie musicali?
 
R: Mmmm... Forse per risponderti dovrei essere Nostradamus :)
Penso che molto dipenda dalle integrazioni che si riusciranno a fare tra diversi generi musicali e quello che funzionera' nel campo della dance. In posti come Germania ad esempio la musica industriale o e.b.m. estrema vengono suonati in clubs, cosa che qui in Italia e' molto rara. Possiamo anche dire che c'e' una certa provincializzazione della musica: negli U.S.A. ci sono molte piu' bands derivative dal sound di NIN o Marylin Manson, in Inghilterra i gruppi elettronici con influenze classiche (Kraftwerk, etc) o synthpop sono molto piu' underground che in altri paesi europei, quindi e' difficile quale trend avra' la meglio in futuro.
Ad esempio la I.D.M. in un certo modo ha avuto un grosso impatto sulla musica mainstream (vedi ad esempio Madonna che ha scelto come produttore William Orb in passato), cosi' come anni fa anche le batterie della musica pop italiana avevano i ritmi quasi trip hop.

 

D: Secondo te un musicista deve essere "impegnato" (qualsiasi cosa tu possa attribuire a questo aggettivo) su qualche fronte? Tu come giornalista so che hai promosso varie iniziative, come la lotta alla vivisezione, al copyright, strapotere mediatico ecc., puoi parlarcene nel dettaglio? E come Gerstein come ti sei posto di fronte alla questione?
 
R: Secondo me un musicista dovrebbe scegliere se una delle due strade: l'intrattenimento o l'espressione della propria personalita'. Una volta fatto cio' dovrebbe cercare di essere coerente con quel che fa.
E' anche vero che se uno segue la propria personalita' puo' anche arrivare ad un ibrido tra le due soluzioni, pero' la coerenza secondo me e' importante.
Non sono d'accordo di fare della musica un mero prodotto commerciale e non capisco come chi si auto nomina "artista" possa poi cantare pezzi scritti apposta da terze persone per andare in classifica. E' una sorta di prostituzione e non e' altro, a mio parere.

 

D: Mi ricordo anche che Marc, a margine di una tua recensione di Blood Axis, suggeriva fortemente di boicottare gli artisti con atteggiamenti socio politico negativi (sessismo, razzismo, filo nazismo etc.). Secondo te è possibile separare Arte da Artista? In teoria il lavoro di un autore è frutto delle sue esperienze, dei suoi pensieri che si materializzano nella sua creatività, e se ogni azione ha una determinata ragione e un determinato scopo, per capire a fondo un'opera bisogna anche sapere cosa c'è dietro, la vita dell'artista, la sua 'filosofia', il concetto che sostiene l'opera stessa. Altresì si può dire che un'opera d'arte è patrimonio dell'umanità intera e non solo frutto esclusivo dell'autore, gli sopravviverà e diventa universale, indipendente spesso dal contesto da cui ha avuto origine per adattarsi a tutte le situazioni affini, ad esempio La Guernica di Picasso, che rimane un capolavoro anche senza conoscere retroscena o l'evento in sé. Tu come la vedi?
 
R: Ognuno puo' usufruire di un pezzo musicale nel modo che piu' gli aggrada, sara' cura dell'autore dargli un'impronta in modo che possa essere "vissuta" dagli altri in un certo modo.
I miei pezzi sono parte di me, pero' e' come se vivessero anche di vita propria, perche' anche se ultimamente scrivo pezzi che hanno una struttura quasi come una canzone, molte parti di queste nascono da improvvisazioni.
E' difficile etichettare come tue le scintille/intuizioni che ti arrivano e che ti fanno scrivere una frase piuttosto che un'altra, oppure una soluzione melodica che non ti era mai venuta in mente. Il fatto e' che non mi piace pensare a me come un artista, mi fa pensare a qualcosa di simil artificiale che si mette su un piedistallo rispetto alla massa che, poveretta, non e' in grado di scrivere musica.
In fondo ognuno ha delle potenzialita' e potrebbe essere un pittore incredibile o altro, solo che purtroppo di questi tempi la pigrizia regna sovrana. Colpa dei lavori sempre piu' stressanti e della voglia di sopravvivere agli altri prevaricando invece che combattendo uniti, pero' questa e' la legge del branco e il branco si auto sottomette al piu' forte, perche' la massa vuole sentirsi sicura ed anonima e quando viene toccata tira fuori leggi razziste e vota il governo che tuttora abbiamo.
 
D: Un'ultima domanda, che è anche una richiesta di consiglio: quali sono i cd migliori che hai sentito ultimamente e che consiglieresti caldamente?

 
R: Non ho dei CD preferiti al momento, anche perche' l'attivita' di recensore mi sta' purtroppo togliendo il poco tempo libero che ho e per recensire cerco di essere imparziale, descrivendo cosa c'e' e come e' costruita la musica del cd e quali temi tratta, etc. Chi mi legge si accorge quando un cd mi piace proprio quando mi esalto.
E' molto difficile che dica che un cd mi fa cagare, anche perche' quel gruppo potrebbe essere il gruppo preferito di un lettore e non mi sembra giusto offendere nessuno.
Quando mi capita cerco di descrivere al meglio il contenuto musicale e perche' non mi piace, ma cerco di non essere troppo pesante, anche perche' in quel modo non incuriosirei un possibile lettore a cui potrebbe piacere quel particolare gruppo. In fondo Crowley aveva ragione a dire: "Price of existence is an eternal warfare".
 
D: Siamo al termine della discussione, e come di consueto, lascio libere le ultime parole: in questo spazio finale dicci qualcosa di particolare che non è stato toccato prima, oppure che reputi da sottolineare.

R: Io spererei che chi letto queste poche righe pensasse alle cose che ho detto e che facesse un esame di se'.
Non mi importa se queste persone non ascolteranno mai un mio pezzo o se gli sto' sul culo, l'importante
e' che si chiedessero se sono davvero contente di cio' che sono.
Ammettere che non ci piacciamo e' un primo passo verso il cambiamento e non si deve avere paura di cambiare, la vita la dobbiamo pure impiegare in qualche modo e qual'e' il metodo migliore se non il migliorarsi.
Secondo il mondo sarebbe migliore se ognuno di noi pensasse a migliorare se stesso.
Sarebbe anche un'esempio per chi ci e' vicino.
E' fatica sprecata incazzarsi e non fare niente: tanto vale muovere il culo per qualcosa che vale, no?

 

 

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Gerstein :

 

1984÷1994- Maurizio Pustianaz

 

1995÷1997- Maurizio Pustianaz (tutto eccetto i campionamenti), Johnny Mastrocinque (campionamenti)

 

1998÷?- Maurizio Pustianaz (voice, synths, cassette, etc)

 
 

Discografia:

 

Gerstein 1" cassetta, early 1985 Infektion Prod. (I)
-"Gerstein 2" cassetta, 1986 Infektion Prod (I) Collaborazione con Stefano Franzin.
-"Phlegmaticus"cassetta, 1986 Misty Circles (I) performance Electronic ambient registrata dal vivo.
-"The death posture" cassetta, 1987 Broken Flag (UK) collaborazione con dei Massimo Mantovani Thelema (Hawk93, nei crediti).
-"The death of all fanatics" cassetta 1987 InfektionProd. (I) cassetta con Sigillum S .
-"Il fine ultimo" cassetta, 1988 Infektion Prod (I)  
-"Lie in her grave" cassetta, 1988 Minus Habens (I) Compilation con 3 inediti.
-"La pomata delle femmine" cassetta, 1989 Bekko Bunsen (I), re-editata dalla Obuh (POL) con "Hang the D-evil" cassetta in 1991.Un progetto molto speciale: tutte le tracce sono ispirate al libro egiziano dei morti. Solo pezzi a pianoforte, molto oscuri e morbosi
-"Hang the D-evil" cassetta, 1990 HAX (I).  re-editata dalla Obuh (POL) con "La pomata delle femmine" cassetta nel 1991.
-"A kindly method of living" cassetta, Dedali Opera (F) e N.T. (D).
-"Sucker" LP, 1993 Purity Rec (I) (nuovo nome per la propria etichetta personale, prima nota come Infektion Prod).
-"Harakiri for 7 strings" MCD, Purity Rec (I). Split con Shee Retina Stimulants.
-"TIPHON" cassetta, 1995 Allegorical (I)
-"St. Anthony's fire" CD, 1996 Discordia (D)
-"Burn" CD 1998 Purity Rec (I)

 

Collegamenti:

http://www.noisebrigade.net/