Uno dei nostri intenti manifesti è quello di promuovere gruppi dell'avanguardia storica Italiana attivi fin dai primi anni '80, e a questo proposito avendo saputo che da poco è uscito un nuovo album dei T.A.C. "Waiting for the twilight" dopo ben 5 anni di silenzio, è parso doveroso dare voce a chi negli anni ha sempre dato il meglio di sé nel campo della musica sperimentale e "coraggiosa". Questa è solo la prima di una serie di interviste dedicate a queste formazioni che nell'ombra hanno contribuito a rendere grande la musica e a dimostrare come sia possibile anche da noi raggiungere vette che sembrano impossibili

 

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I Tomografia Assiale Computerizzata è esemble multiforme attivo fin 1981, i cui numerosi membri e collaboratori (oltre 20!) orbitano attorno alla figura di Simon Balestrazzi, tra cui è interessante ricordare Gregorio Baldini (collaboratore dei Tuxedomoon), Enrico Marani, nonché Angelo Bergamini ed Emilia Lo Jacono dei Kirlian Camera (collaborazione conclusasi nel '96 dopo il trasferimenti di Balestrazzi a New York per un anno).
Il primissimo periodo è caratterizzato da unno sperimentalismo molto "concreto", influenzato dalla no-wave usando un organico di stampo classico (mi riferisco agli introvabili album Senza Titolo e Tomografia Assiale Computerizzata), ma ben presto l'interesse per le manipolazioni su nastro magnetico hanno portato ad un approccio "incolto" alla musica minimale contemporanea (come nell'album Ouvrez Vos Auditifs Canaux), fino all'evoluzione una sorta di ambient oscura (Pioggia Su Carne Di Cavallo e A Circe Of Limbs) che non ha mai smesso di accompagnare fino ad oggi il "non-stile" del gruppo.
Infatti i TAC hanno sempre cercato di esplorare tutte le regioni della musica, senza limiti, di non rimanere ancorati su certe posizioni quando il resto del mondo cambia vorticosamente.
Il contesto su cui si muovono è la messa a nudo e la decostruzione del reale e dell'irreale/Maya, un antagonismo verso l'eccesso di informazione e i processi cristallizzanti, acritici e imitativi proposti dai media, una ricerca del rapporto tra suono e visione; come recita un loro vecchio manifesto: "Noi operiamo nelle regioni del sogno. Noi operiamo in condizioni di guerriglia". Tutto punta nella stimolazione dell'immaginario proprio (tramite l'uso di dream machines e luci stroboscopiche) e dell'ascoltatore, quasi in un processo orgiastico che elimini certezze e costrizioni fino all'astrazione estetica (ma non mancano riferimenti alla body art di Nitsch e Stelarc o al Teatro delle Crudeltà di Antonin Artaud).

 

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Ora diamo voce al gruppo che cortesemente permesso di riportare questa breve intervista:

Potete parlarci di quest' ultimo lavoro appena uscito, "Waiting for the twilight"?

Corrado: "Waiting For The Twilight" è nato da un lungo processo creativo che ha coinvolto diversi musicisti.
Tanto è vero che vista la grande quantità di materiale registrato si è pensato di dare vita a due album gemelli per avere la possibilità di dare voce a tutte le idee che abbiamo sviluppato.
"Waiting For The Twilight" ha l'intento di immergere l'ascoltatore in una atmosfera surreale, sfocata, priva di punti di riferimento in cui ogni cosa si mescola e si confonde. 

 

Monica:  Materializzazione del suono, in una società smaterializzata; estrapolazione dei suoni dal suono strutturato; destrutturazione del suono.

 

Simon: Luce indefinita. La sensazione di una grande attesa. Le cose, nella fattispecie i suoni, non sono mai quello che sembrano...

 

Quanto è durata la realizzazione?

 

Simon: Circa un anno e mezzo.

 

Vista l' eterogeneità dei pezzi proposti (ambient isolazionista, strumentazione acustica filtrata e rimaneggiata, ritmiche puramente elettroniche) può essere considerata la summa di 20 anni di carriera?

 

Simon: Assolutamente no! Casomai il punto di partenza per i prossimi venti...

 

So inoltre che dalle stesse sessioni di registrazione, dovrebbe uscire un secondo album "gemello", chiamato "Twilight Rituals". Cosa si può dire a questo proposito?

 

Monica: Che l'inizio è stata la fine e la fine l'inizio. La seconda parte del lavoro è poi esplosa, improvvisa, e ha spiegato l'inizio di tutto in quanto è la sua essenza, ciò che sostiene questo viaggio sonoro.
La struttura sonora, iniziale, portante, vieni scarnificata, disarmonizzata, spogliata. Là dove restano vivi gli impulsi emotivi.

 

Simon: Secondo la nostra logica perversa, visto che "Twilight Rituals" è stato concepito e sviluppato prima, dovrà essere pubblicato dopo...

 

Corrado: Essendo per l'appunto un twin album, l'atmosfera non si discosta troppo da quella del fratello. E' piuttosto più definita, i suoni meno filtrati danno una sensazione più stabile ma non per questo facilmente catalogabile.

 

5)  In una vecchia intervista di qualche anno fa, era segnalato il trasferimento di Simon Balestrazzi a New York per un anno, cosa che ha interrotto la collaborazione con i Kirlian Camera. Dopo c'è stato il trasferimento a Cagliari dove è stata sviluppata la collaborazione/produzione dei TH26 e dei Machina Amniotica. Puoi parlarci di questi gruppi? Come è nata questa collaborazione?

 

Simon: Poco prima del mio trasferimento sull'isola ho conosciuto Corrado Altieri di TH26 che si rivelato essere un grande fan di T.A.C.  Una volta qui è stato del tutto naturale cominciare a collaborare e produrre il loro album. I TH26 sono sicuramente un gruppo che merita attenzione, fra i pochi a sviluppare quel tipo di suono d'origine electro/ebm che altrove è veramente vecchio e stantio. E tutta l'isola è piena di gruppi e musicisti interessanti. Oltre ad aver mixato l'album e il nuovo 7" di Machina Amniotica (band in cui milita Arnaldo Pontis, l'altra metà di TH26) ho recentemente prodotto l'album di Asaf 288 (il progetto dance-oriented di Corrado Loi) e mi sto occupando di un altra giovane band elettronica, i Vic 20. Inoltre ho dato vita ad alcuni altri gruppi tra i quali Deep Engine (in duo con il musicista elettronico Roberto Musanti) di cui abbiamo appena pubblicato un 7" picture per Small Voices e il duo ESP, con il trombettista Mario Massa (membro di asaf 288).

Quali sono i personaggi coinvolti adesso nel progetto T.A.C.?

Simon: Oltre a me, Monica Serra e Corrado Loi, collaborano con noi in studio, in modo più o meno costante, Alessia Manca (viola), Luca Pischedda (violoncello) e Antonio Piga (chitarre).

Puoi parlarci anche della piecè teatrale "Il gioco del mondo" per L'Isolateatro di Cagliari, sotto la regia di Gaetano Marino?

Simon: Con Gaetano ho iniziato un rapporto di collaborazione da diversi anni ed ho già realizzato diverse colonne sonore e lavori di sound design per i suoi spettacoli. Tra l'altro fu li, in un suo laboratorio teatrale, che ho conosciuto Monica e...

 

Monica: Si, ci siamo incontrati lì, in quel momento. Altrimenti non ci sarebbe stato niente, niente inizio, forse.

 

La maggior parte dei lettori non ha purtroppo ascoltato nulla della vostra pur consistente discografia. Potreste ricordarcela e descrivere una linea di sviluppo sonoro unito l'approccio tematico che accompagna ogni cambiamento?

Simon: Beh, cerchiamo di fargliela ascoltare! Penso che un minuto di ascolto valga più di cento parole.
So peraltro che la maggior parte dei nostri vecchi lavori sono di non facile reperibilità, soprattutto qui in Italia, ma fra non molto Small Voices inizierà a ristampare il nostro intero catalogo.

 

Nonostante l'eterogenità delle influenze, la base su cui operano i T.A.C. sembra essere il post modernismo, con la sua  tecnofilia, ma non mancano riferimenti esoterici (basti pensare a "Apotropaismo"). Come possono convivere tale sfaccettature? Quale è il vero fil rouge che fa da collante tra le uscite?

Monica: Possiamo tendere la domanda all'infinito. Ma la risposta è lì, in quell'istante, nel tempo che scorre, ipnotico; sono istanti di vita immortalata, come pietra, dati in consegna al tempo. Il ritmo dell'istante vissuto che svuota e non viene compreso.

Simon: Tecnofilia... non saprei. Credo che il suono di T.A.C. sia sempre stato direttamente connesso con una spietata analisi di quello che ci circonda. Come la macchina da cui prendiamo il nome d'altra parte... T.A.C. è uno sguardo indagatore rivolto all'organizzazione mostruosa del reale o di quello che abitualmente si ritiene tale.

Come si può convivere con la magia (nel suo senso più ampio) nell'era moderna?     

Simon: E' stato uno dei miei interessi. Di cui non è il caso parlare in una intervista.

Monica: Io dico che bisogna avere coscienza di ogni istante, che diviene sogno.
E poi è già molto arduo e faticoso convivere con l'era moderna. Idealmente parlando, nel sondare gli oscuri sentieri magici si andrebbe al suicidio...

QQuale è la strumentazione da voi usata e il metodo compositivo preferito?

 

Simon: Difficile individuare regole: si va da session freeform a canzoni scritte ed arrangiate nota per nota. Per quello che riguarda la strumentazione usiamo tutto quello che ci passa per le mani. Il synth più vecchio che abbiamo è un VCS3 e il più nuovo un ABSynth, un synth software della NI, passando per vecchi effetti analogici a software dell'IRCAM. La parte acustica ed elettrica va da chitarra e basso fino a strumentini etnici o autocostruiti passando per gli archi...  come vedi l'unica regola e muoversi costantemente a 360°.

Ascoltando "Apotropaismo", che è uscito su Old Europa Cafè, mi è sembrato essere una pubblicazione "in linea" con la ricerca sonora proposta dall'etichetta, che è particolarmente interessata all'ambient e al rumorismo estremo di estrazione elettronica non privo di melodie acustiche. La scelta della casa di produzione ha mai influenzato la vostra scelta stilistica? O viceversa, certe sonorità vi hanno fatto optare per etichette diverse per le vostre uscite?

Simon:  "Apotropaismo" era già finito quando ho deciso di lasciare Discordia ed affidarmi a Old Europa. Rodolfo era l'unico ad essere disponibile a pubblicarlo in quella confezione nei tempi previsti. Non ho mai  fatto molti calcoli di questo tipo, forse sbagliando... ma questo mi ha sempre lasciato una amplissima libertà artistica. Però sicuramente con Discordia mi sono sentito pressato per "La Nouvelle Art Du Deuil". Intendiamoci nessuna pressione reale, esplicita, ma l'impressione insistente che si aspettassero qualcosa di preciso. Forse è il motivo per cui, nonostante contenga alcuni dei nostri brani migliori, come songwriting, è uno degli album che amo di meno e che rifarei volentieri da capo...

 

Quali sono i gruppi con cui vi sentite particolarmente in sintonia?

Simon: Mah, difficile dire, forse Coil, forse Matmos,... forse...  Mi sento a casa anche con le atmosfere dei Boards Of Canada o di Scanner... Se ti dovessi fare la lista di tutti quelli che mi piacciono... Ascolto molta musica e senza limiti di genere. Oggi sul mio lettore sono passati l'ultimo Drexciya (povero Stinson, che grande perdita!), "Anima Latina" di Lucio Battisti, i nuovi album di Calla, Exhaust, Massive Attack e Dalek. Sto per riascoltare dopo anni la ristampa di Faust IV che ho appena acquistato in CD...

Monica: "Jun Ray Song Chang" di Asa-Chang & Junray mi è sembrato tra le cose più interessanti uscite di recente. Mi piacciono molto Sainkho Namtchylak, Coil, Hulu Project, Howie B, Tricky, Trans Global Underground & Natacha Atlas, Massive Attack,...

Corrado:  Tra i miei preferiti ci sono Massive Attack, Jamiroquai, Herbert, Howie B, Groove Collective, Jazzanova, Portished, Defunkt, ...

 

Prima di lasciarvi, c'è qualcosa che desiderate sottolineare o lasciare un messaggio per chi legge?

Simon: Fate che la luce diventi sogno. E il sogno luce.

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DISCOGRAFIA SELEZIONATA:

 

1992 Pioggia Su Carne Di Cavallo - MCD 3"  (Heaven's Gate (I) - Neuro Habitat)

 

1993 A Circle Of Limbs  - CD Digipak (Cthulhu Records (D))

 

1994 Hypnotischer Eden - CD Digipak (Discordia (D))

 

1995 La Nouvelle Art Du Devil - CD (Discordia (D))

 

1997 Apotropaismo - CD limited edition (Old Europa Café (I))

 

2002 Waiting For The Twilight - CD (Small Voices - Neurohabitat (I))

 

 

 

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