New Romantics:
Pop, raffinatezza, look tra il sobrio e lo sbandato (giacca e cravatta slacciata, capelli impomatati e posa da bello e dannato), alfieri della nuova musica, accattivante e piena di brio, con un cantato acuto e quasi strascicato: ecco il romanticismo moderno. Ancora meno aggressivi e più accessibili (anzi, saranno il nuovo mainstream), nonché idolatrati dalle più o meno giovani fans, Duran Duran, Spandau Ballet, ABC, Simple Minds, Japan, Talk Talk, A-ha, Ultravox,
Peter Goodwin, Robert Palmer (che cavalcò il successo della New Wave elettronica per un breve periodo), Flock of Seagulls, Frankie goes to Hollywood (il video di Relax è assolutamente un mito, con esplicite allusioni gay sadomaso!), Eurythmics, l'austriaco Falco (R.I.P. - come dimenticare il video tra il '700 veneziano e il moderno post punk di "Rock Me Amadeusâ"), Propaganda, Nena, Aztec Camera, Bananarama, The Cars (di Ric Ocasec), Alphaville, Pink Military, Stephan Eicher, b movie, Tears for Fears, Eurythmics, Plastic Bertrand, Trio, Gruppo Sportivo, The Godfathers, Woodentops, Young Marble Giants, Fischer Z, The Nits, The Thought, Yello affiancavano musica intelligente (anche se molto "easy")  con un particolare e ardito gusto per la moda (un detto dell'epoca diceva: "esibisci due volte lo stesso taglio di capelli, e sei fuori"), che univa il post moderno (dovuto anche all'innovazione tecnologica che si impennava, sia in fatto di sintetizzatori - di cui nasceva un vero abuso! - che di sovraincisione e mixing in fase di post produzione, portando a risultati innovativi per l'epoca) con la rivoluzione portata del punk, ma che era troppo scomoda per le grosse major.

Infatti quest'ultime vendevano un prodotto dell'epoca, a cui iniziarono ad affiancare i primi video ad alta diffusione commerciale trasmessi sull'allora nascenti tv musicali (MTV sparava 24 ore al giorno di new wave varia, portando inevitabilmente all'attenzione il genere, che dilagò inflazionandosi ben presto e raggiungendo la saturazione che portò al declino). Dandy sia casual sia raffinati, melanconici e seduttori, sono stati il volto più noto e brillante della new wave, ma non per questo meno interessante (andate a guardare le copertine dei dischi, con quelle forme quasi futuriste e i colori shocking ad alto contrasto, quasi fluorescenti).
Alcune case discografiche interessanti sono: Chrisalys, Virgin, Polydor, Ralph, Strange Fruit, Revolver, Uniton. 

http://www.nwoutpost.com/index.htm

 

 


Electro
:

Ovviamente il suono della new wave passa di qui, con la diffusione quasi capillare di sintetizzatori, campionatori, sequencers, filtri e vocoder, drum machines e via dicendo.
Spesso minimali e scarni sia nelle composizioni (pochi accordi ripetuti in loop) che negli arraggiamenti e nei suoni (strettamente analogici e corposi), sono comunque spesso accattivanti nelle melodie, tanto da "ridursi" a composizioni espressamente ritmiche, quindi molto ballabili, lasciando alle tastiere di sottofondo il compito di "musicalizzare".
I gruppi qui elencati sono molto diversi tra loro, mentre i primi tendevano ad essere più minimali, sia l'avanzamento della strumentazione (synth digitali con nuovi suoni ad esempio) e dei metodi compositivi hanno portato a musica più "aperta" ma non per questo meno oscura: Clock DVA (hanno due periodi ben separati con altrettanti stili, di cui il secondo molto minimale e gelido), Brian Eno (ripescate Baby's on Fire, metà anni '70) Chrisma (poi Krisma, ossia l'avanguardia italiana che non aveva simili ovunque, ma anche Franco Battiato fece all'epoca dischi di notevole spessore elettronico e di altissimo valore), D.A.F. (Deutsch Amerikanische Freundschaft), Suicide (il duo Alan Vega e Martin Rev diedero alle fiamme il primissimo synth punk, una sorta di contraddizione in termini per i tempi ma che aveva come colleghi gente tipo Screamers, Twisted Nerve, Nervous Gender - questi ultimi erano comunque  molto vicini al punk, così come i recenti Lost Sounds - Units, Voice Farm, Our Daughters Wedding, Tone Set; una cosa da notare sono tutti americani), Kraftwerk (i pionieri e in assoluto i migliori!!



Coloro che negli anni '70, prima di tutto e tutti inventarono la poetica della macchina e  della modernità, alfieri del fermento tecnologico che pervadeva quegli anni, di boom tra telefonia, robot e computer), mentre i nomi
meno noti ma più rappresentativi sono The Normal (di Daniel Miller, capo della Mute e poi nei Silicon Teens; la canzone Warm Leatherette è assolutamente inarrivabile), Psyche, Das Kabinette (autori di un unico piacevolissimo 7", Metal Urbain (dal suono molto ruvido ed abrasivo, quasi punk), gli oscuri e seminali Dark Day (di Robin Crutchfield, ex membro fondatore dei DNA di Arto Lindsay), Parade Ground, Avriador Dro, i seminali Absolute Body Control (in cui ha militato anche Dirk Ivens), i recenti Le Syndicat Electronique e poi tutta la scuderia francese della Invasione de Planetò, Vice Versa, Asmus Tietchens (che nei primi '80 lasciò le osticissime sperimentazioni sonore a favore di un approccio decisamente più melodico ed accessibile), Zero Zero, Twilight Ritual, Van Kaye + Ignit, John Foxx (quando uscì dagli Ultravox intraprese un'ottima carriera solista di 4 album, i cui primi due sono assolutamente essenziali), A split second, Yello, Dave Ball (l'altra metà  dei Soft Cell), Click Click,  gli sloveni (come i Laibach, con cui hanno collaborato) Borghesia (sloveni, molto fisici con richiami assolutamente non banali al feticismo e l'omosessualità ), Esplendor Geometrico (spagnoli, ma all'avanguardia; le loro sperimentazioni ritmico rumoristiche che possono essere  molto "difficili" precursori di quel suono tipico dell'attuale Ant Zen), Liaisons Dangereuses, gli Snowy Red, i nuovi Rorsarch Garden e Oppenheimer Analysis, Hard Corps, No More, i fondamentali e ostili Klink o  i Dive, Insekt,  Los microwaves o gli attuali Sixteens (cui fanno capo ad un intero filone moderno di electro wave molto oscura) e non dimentichiamo il fiorentino Alexander Robotnick o il nostrano Deca, che pur si avvicina agli ariosi compositori stile anni '70 (che in effetti è opposto alla glaciale minimalismo di gruppi qui accomunati).


Tutto questo saltando la vastissima produzione ultra undergroound della Neu Deutsch Welle (cui meglio non addentrarsi  vista l'immensità  dell'argomento), che con gente come Schleimer K, Silvia, abwarts,  Rheingold , Plastiktanz,Grauzone, kein mensch, bergtraum, die todliche doris, geile tiere, Monopol, mittageisen, Mona Mur, Populäre Mechanik, ulrich schnauss, Der Plan, Pyrolator, algebra suicide, saal, kein mensch, arbeid adelt, zwischenfall, gorilla aktiv  e una infinità d'altri (nel vero senso della parola). di iper-rarità  allarmante nell'ambiente del collezionismo che supera cifre da capogiro).



E per i nomi più eclettici si può citare Die Form, Kirlian Camera, Neon (indimenticabile gruppo fiorentino), Skinny Puppy, Ministry (almeno fino ai 12 inch singles, per poi passare all'introduzione delle chitarre nel loro suono), Fad Gadget (alias il ocmpianto Frank Tovey, cultore della musica elettronica senza compromessi, tra una facilità  di ascolto e una ricercatezza che l'ha portato a collaborare con Boyd Rice), Project Pitchfork (i primi lavori sono un culto dell'elettronica oscura tedesca), Deine Lakeien (nei primi '90), Pankow (il gruppo fiorentino che fece scalpore, precursore di molti nomi eccellenti), Xymox (seconda incarnazione del gruppo), ed i moderni e validissimi Diary of Dreams (poi formando i Diorama).

http://www.minimal-elektronik.de

http://euroclash.com/

http://www.synthpunk.org

http://www.geneticmusic.de/

http://www.invasionplanete.com/index3.htm

http://www.flexx.be/