La Claque di Dafne - Intervista 5 Febbraio 2010

 

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Un nuovo disco della Claque dopo tanto tempo, ci sono “paure vaghe" nel tornare a esprimersi in questo periodo storico italiano egoistico e confuso?


CdD:
No, anzi...la vera paura, e non vaga, era veder passare il tempo con la Claque ferma, inespressa. La voglia di esprimersi nasce sempre da un bisogno personale,
il contesto del periodo storico in cui questo succede è, almeno per noi, irrilevante. Poi, sinceramente, non mi sembra di ricordare periodi storici italiani che non siano stati egoistici e confusi, attori diversi, stesso copione... Una frase un pò da "film di Alberto Sordi", come diceva Nanni Moretti, però è quello che siamo come popolo e come paese...

Ho ascoltato innumerevoli volte in passato “Aktivist” la versione strumentale contenuta nel cd stopper72, un pezzo di spessore anche in quella veste; avete trovato difficoltà nell’adattare il testo alla musica?

CdD: Grazie...! Emiliano ha pensato di metterci un testo dalla prima volta in cui l'ha ascoltata, quindi credo gli sia venuto piuttosto naturale. Del resto "Aktivist", come struttura, era il brano del mio disco che lasciava più spazio ad eventuali inserti vocali, aveva quella forma "demo" che quasi richiedeva una voce.

RitrovarVi di nuovo a suonare e condividere emozioni dopo le divergenze del passato credete possa aver influito positivamente per il futuro artistico e umano del gruppo?

CdD: Per il momento sicuramente sì, su quello che potrà succedere in futuro non si può mai sapere...il lato umano in effetti è stato il primo ad essere riattivato, abbiamo riallacciato i nostri rapporti senza avere in mente la reunion della Claque, che è arrivata solo in un secondo momento. Le divergenze ci sono in ogni gruppo, soprattutto in quei gruppi non mossi da motivi quasi esclusivamente commerciali, dove si tende ad andare d' accordo per ragioni materiali.
Quattro teste diverse non possono pensare nello stesso modo, ma possono comunque andare nella stessa direzione, nel momento in cui questo dovesse venire a mancare, senza drammi ognuno farà le sue scelte.

“Quanta tristezza che esiste in quei ricordi che non sono necessari”?


CdD: Dipende da quanto riesci a distinguere quelli necessari da quelli non necessari...

Che cosa ha portato alla scelta del titolo del cd?

CdD: "Drei" (tre in tedesco...) perchè questo, pur essendo il nostro primo disco veroe proprio sulla lunga durata, è il nostro terzo lavoro, dopo il demo del '95, "Nove Io", e il mini cd del '96, "Fonetica Libera Trance". La scelta del tedesco in particolare è perchè suonava meglio che in tutte le altre lingue, le abbiamo provate davvero tutte, anche quelle morte...

 Il pezzo più sofferto di questo disco?

CdD: Il pezzo più sofferto è stato talmente sofferto che alla fine non è stato incluso...o meglio, è entrato sotto forma di ghost track, ed è "Rad 6283". Lo avevamo registrato insieme a tutti gli altri, ma qualcosa non funzionava, e dopo aver provato in più modi a rianimarlo abbiamo capito che la sua forza è proprio nell' essere un brano "live". Nella versione che avevamo registrato per "Drei" non aveva neanche un briciolo dell' impatto che aveva nel mini cd e che ha ancora oggi quando lo suoniamo dal vivo, così, insieme a Perez, che ha prodotto artisticamente "Drei", avevamo deciso di escluderlo finchè non abbiamo scovato, tra pile di cassette dove c' erano registrate molte delle nostre prove fatte tra il '95 e il '98, questa versione molto sporca e registrata con mezzi minimi, ma che secondo noi è il perfetto completamento di un disco come "Drei".

La rivisitazione di un grande pezzo come “Tu Quoque?” era prevista da molto tempo oppure è omaggio all’originale ?

CdD: Nei nostri primi 5 anni di attività abbiamo messo su un repertorio molto vasto, tutti brani che suonavamo a rotazione nei live. Molti di questi sono stati accantonati per un motivo o per l' altro nel corso del tempo, tutti gli altri sono stati oggetto di una "selezione naturale" per essere inclusi in "Drei" insieme ai brani nuovi. "Tu Quoque?" è uno dei pezzi che chi ci segue da tempo ha mostrato di apprezzare di più, anche in radio è stato, insieme ad "Elettra", credo il più programmato. E' uno di quei nostri brani che ci sembra "invecchiato" meglio, non abbiamo mai pensato di non metterlo nel nuovo disco.

Ci saranno ristampe dei vostri lavori passati come il demo-tape introvabile “Nove Io” del 1995?

CdD: No, siamo molto affezionati a "Nove Io" perchè ci ha aperto molte porte all' epoca, e perchè era un demo piuttosto ambizioso, c'erano nove brani e durava 45 minuti, con alcuni pezzi compresi tra i sette e i dieci minuti, ma addirittura ristamparlo...no!
Da adesso in poi si guarda avanti, se poi qualcuno dovesse chiederci il demo non abbiamo problemi a darglielo.

Che cosa avete in programma per il futuro immediato?

CdD: Suonare dal vivo e ricominciare a comporre insieme pezzi nuovi che speriamo diventino materiale per il prossimo disco.

Dove possiamo trovare il vostro nuovo disco?

CdD: Principalmente on line, sul nostro MySpace c'è il link diretto al nostro distributore ufficiale, "Pink Moon Records". Ormai la gente difficilmente si muove per andare fisicamente in un negozio a comprare un disco, preferisce acquistare da casa squallidi mp3...
Speriamo continuino a comprare da casa, ma un disco vero e proprio.

Le ultime parole le lasciamo a voi…

CdD: Ovviamente vi ringraziamo per lo spazio e il tempo che ci avete dedicato, sappiamo che siete stati fermi per un pò (comunque meno di noi...!) e vi auguriamo di continuare ancora per molto tempo.

Collegamenti :

http://www.myspace.com/laclaquedidafne

 

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